La storia non è cambiata: Alessandro Diamanti leader tecnico del Livorno

Diamanti Livorno

Non è mai troppo tardi per una seconda vita calcistica e, se questa vede come tappa fondamentale la piazza che ti ha reso grande agli occhi dell’Italia calcistica, non può che essere un copione degno di una bellissima storia. Quello tra Alessandro Diamanti ed il Livorno è un legame che tempo e distanza non hanno scalfito, e che in questa stagione è riesploso all’ennesima potenza.

Nelle prime settimane di campionato le cose non vanno bene, la squadra non gira e deve fare i conti con una situazione societaria poco chiara. Fino a dicembre arriva appena una vittoria, quella casalinga contro l’Ascoli, e l’esito sembra già scritto. Un evento è però da rimarcare (seppur, ad onore del vero, l’avvicendamento sia avvenuto in data 7 novembre): l’arrivo di Roberto Breda sulla panchina amaranto.

La squadra trova nuova linfa vitale e le idee del tecnico sono assimilate in poco tempo. Breda affida il ruolo di allenatore in campo proprio ad Alino, con il quale sono continui i confronti e lo scambio di opinioni. Il numero 23 dimostra di essere tanto saggio con i compagni quanto estroso, si carica la squadra sulle spalle e plasma quella che, come detto in apertura, è una stagione fino ad ora più che positiva per lui.

Statistiche alla mano, Diamanti è capocannoniere e miglior assist-man dei suoi. Una leadership tecnica che fa di lui uno dei calciatori più decisivi della cadetteria. Ieri è arrivata l’ennesima dimostrazione, con un gol (stupendo, nato da un tiro dai trenta metri) ed un assist che lasciano poco spazio ai commenti e tanto agli applausi.

Alessandro Diamanti ed il Livorno, storia di un amore che ha fatto un giro immenso ed è ritornato.

La storia non è cambiata: Alessandro Diamanti leader tecnico del Livorno ultima modifica: 2019-03-05T11:02:31+02:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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