L’Italia calcistica riscopre Pillon: a Pescara la seconda giovinezza del tecnico

BEPI PILLON PESCARA

Era dalla stagione 2007-2008 che Giuseppe “Bepi” Pillon non aveva la possibilità di lavorare con una squadra dall’inizio di stagione. L’ultimo decennio, per il tecnico veneto, è stato caratterizzato da un susseguirsi di esperienze più o meno positive, con tanti spostamenti e una stabilità venuta a mancare. L’impossibilità di poter avviare un progetto pluriennale ha inevitabilmente giocato un ruolo importante nella precarietà dei periodi lavorativi vissuti, in quanto è ben noto quanto sia importante avere il tempo di far assimilare ad un gruppo di calciatori determinate idee, movimenti e, alle volte, mentalità di approccio alle partite differenti rispetto al passato.

Negli ultimi anni della carriera di Pillon, inoltre, un ruolo negativo è da attribuire alla comune e stressante ricerca dell’appeal e della visibilità mediatica che, purtroppo, viene presa in considerazione quando c’è da scegliere un allenatore. Dinamiche figlie di questa fase storica, nella quale l’apparire viene prima dell’essere e la forma precede la sostanza. Valori come l’educazione, il rispetto, la serietà sembrano oramai essere stati accantonati. Qualità umane riscontrabili in Pillon e che vanno a braccetto con le competenze sempre avute. È grazie alla lungimiranza del Pescara che Bepi sta vivendo quella che è definibile, senza temere iperboli, una seconda giovinezza.

Piazza, quella abruzzese, nella quale il calcio riveste un ruolo importante. Arrivato lo scorso marzo con una situazione di classifica deficitaria ed una salvezza conquistata con le unghie e con i denti, Pillon ha saputo toccare le giuste corde in fase di preparazione della nuova annata, lavorando su un’idea di calcio propositiva, sfruttando le caratteristiche di una squadra dall’elevato tasso di talento e mettendo i calciatori nelle condizioni di potere esprimere le proprie qualità. Il risultato è una classifica che sorride e che vede il Pescara al quinto posto con 29 punti, a pari merito con Hellas Verona e Lecce ed in piena lotta per i più nobili obiettivi (il Palermo capolista dista cinque lunghezze). La miglior versione dei biancazzurri si è vista all’Adriatico, mentre in trasferta il Delfino ha trovato qualche difficoltà di troppo, ed è su questo che bisognerà lavorare in vista di un 2019 che, qualora la meritocrazia non dovesse abbandonare squadra e allenatore, potrà regalare momenti di rara passione.

È questa la rivincita di Pillon, allenatore che ha scelto di sacrificare l’apparenza e abbracciare i valori che realmente contano, nel calcio così come nella vita.

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L’Italia calcistica riscopre Pillon: a Pescara la seconda giovinezza del tecnico ultima modifica: 2018-12-29T18:02:40+02:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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