17 Agosto 2020

Hugo Campagnaro, campione in punta di piedi

Dopo la finale play out vinta dal Pescara 2-1 sul Perugia, dà l’addio al calcio giocato a 40 anni compiuti il difensore Hugo Campagnaro. Ai più questi nome non dice nulla, tranne per qualche goal inaspettato che ha fatto la gioia dei fantallenatori, ma per i tifosi che hanno visto l’argentino vestire la loro maglia […]

Dopo la finale play out vinta dal Pescara 2-1 sul Perugia, dà l’addio al calcio giocato a 40 anni compiuti il difensore Hugo Campagnaro. Ai più questi nome non dice nulla, tranne per qualche goal inaspettato che ha fatto la gioia dei fantallenatori, ma per i tifosi che hanno visto l’argentino vestire la loro maglia Campagnaro è sinonimo di forza, grinta e attaccamento ai colori.

Gli inizi tra Argentina e Piacenza
Muove i primi passi da calciatore come attaccante nel Deportivo Morón squadra del campionato di serie B della Lega Argentina. Qui viene notato dal responsabile del area tecnica del Piacenza Fulvio Collovati, che insieme al presidente Garilli nel giugno 2002 lo portano in Italia. L’allora allenatore Agostinelli, notando la sua prestanza fisica fatta di grinta e reattività ne intuisce le potenzialità spostandolo nelle retrovie come difensore centrale. La sua prima avventura nel campionato italiano, nonostante i primi goal con una doppietta contro il Perugia, finisce però con una retrocessione. L’umile argentino non si scompone e rimane in terra emiliana per 5 stagioni totalizzando 127 presenze e 10 reti, grazie alle sue capacità di inserirsi nel area avversaria in occasione dei calci da fermo.

Sampdoria 
Nell’estate 2007 arriva la chiamata della Sampdoria, che gli permette di tornare nella massima serie dopo un lungo purgatorio nella nostra serie cadetta. In maglia blucerchiata esordisce nella ormai vecchia Coppa UEFA, segnando il gol della vittoria. Diventa subito l’idolo dei tifosi di casa grazie al senso dell’anticipo e all’aggressività agonistica, che lo rendono un giocatore difficile da superare: si avvale, infatti, del soprannome di El toro. In Liguria però iniziano anche i suoi guai fisici con una lesione al polpaccio destro, che minerà per diversi tratti la sua lunga carriera.

Napoli 
Dopo 38 gettoni e una sola rete arriva la chiamata del Napoli, con cui rimarrà per 4 anni. Sotto la guida di Mazzarri si afferma come centrale di destra della difesa a 3, portando avanti la manovra dalle retrovie ed essendo dotato di una buona tecnica e visione di gioco. Quella con gli azzurri sarà la maglia in cui farà più presenze: 118 condite da 4 sigilli, giocando anche da titolare in Champions League.

Inter
A scadenza di contratto nel 2013 viene preso dal Inter, proseguendo col suo mentore Mazzarri. Qui tra alti e bassi ed i soliti guai fisici trascorre due anni in cui il nuovo tecnico Mancini, causa i diversi infortuni dei suoi compagni lo schiera anche nel ruolo di terzino destro.

Pescara
Nella stagione del 2015 il Pescara è reduce da una cocente sconfitta ai play-off contro il Bologna e nel mercato estivo cede tra gli altri Salomon, leader della difesa. Così il sodalizio biancazzurro per sopperire a questo buco acquista il roccioso difensore. In città il suo
acquisto è accolto con stupore, trattandosi di un giocatore che ha disputato 14 presenze con la nazionale Albiceleste disputando anche il Mondiale 2014 ( una presenza contro la Bosnia) finito poi con la sconfitta in finale contro la Germania. Il suo attaccamento ai colori adriatici lo dimostra da subito, diventando un beniamino della tifoseria per la sicurezza che dà in campo e conquistando al primo anno subito la promozione in A. In terra Dannunziana disputa 5 stagioni, gli ultimi due con contratto a gettoni per via sempre della lesione al polpaccio che lo costringe a centellinare le presenze sul rettangolo verde. Ma il suo apporto non viene mai a mancare quando chiamato in causa. Finoalla notte del Renato Curi: col suo spirito guerriero guida la squadra alla conquista della permanenza in serie B nello scontro diretto da dentro o fuori contro il Perugia, rimanendo in campo fino alla metà del primo tempo supplementare. Appesi gli scarpini al chiodo Hugo ha deciso di legarsi alla città adriatica, in cui si dedicherà alla carriera di allenatore partendo dal settore giovanile in collaborazione con un altro idolo di casa come Marco Sansovini. E poi chi sa…

 

Articolo a cura di Giorgio Bernabei