Empoli, Tutino può essere l’arma in più: servivano fiducia e serenità

GENNARO TUTINO EMPOLI / Duecentoventiquattro minuti (senza considerare la Coppa Italia) sono pochi per farsi conoscere e apprezzare, figuriamoci se questa misurazione va spalmata in 6 mesi. Questa è stata la durata dell’esperienza di Gennaro Tutino con l’Hellas Verona, la prima in Serie A per l’estroso classe ’96. Incompatibilità, difficoltà di ambientamento oppure altro: conoscere il motivo a causa del quale il matrimonio si è concluso in maniera così precoce non rientra in ciò che, oggi, ci è dato sapere.

L’impatto con l’Empoli è invece fattispecie su cui porre un sontuoso accento. Tutino si è rimesso in gioco in Serie B, campionato in cui l’Italia ne ha definitivamente apprezzato le qualità con la maglia del Cosenza, compagine che, con ragionevole certezza, ha dato alla carriera del ragazzo una definitiva sterzata verso la consacrazione. La rischiosità della scelta di Gennaro è forse passata inosservata: lasciare la massima serie dopo una parentesi non esaltante per cercare nuova fortuna nella grande delusione, fino a questo momento, della cadetteria, rischiava di essere un harakiri. Un altro passaggio a vuoto non sarebbe stato perdonato dalla spietata opinione pubblica. L’amore per le sfide e la caparbietà (definibile anche come positiva testardaggine) che caratterizzano il nativo di Napoli hanno permesso di ritenere una collina ciò che poteva sembrava una montagna. Parliamo pur sempre di un ragazzo che, per amore del prima citato Cosenza, fece carte false per tornare da quella gente che tanto l’ha amato.

Dopo tre partite, un primo mini-bilancio può dire senza alcuna esitazione che l’Empoli ha trovato nell’attaccante la propria arma in più. Esordio da migliore in campo (assieme a Ricci) nel match perso contro la Juve Stabia, gol contro il Chievo, gol e assist contro il Crotone. Due gol in due apparizioni al Castellani, che ieri ha potuto ammirare una prestazione totale da parte di Tutino. Considerazione, quella appena palesata, che va oltre ogni statistica e tocca le corde dell’emozione, perché è questo che ieri Gennaro ha trasmesso. Ha dimostrato di saper allungare la difesa avversaria con l’attacco della profondità senza disdegnare la possibilità di abbassarsi per far ripartire l’azione. L’uno contro uno è stato spesso mortifero per gli avversari, con Golemic e Mustacchio che non sono riusciti a prendergli le misure. Movimenti tra le linee che hanno disfatto qualsiasi possibilità di marcatura da parte del club calabrese. Lucidità nelle giocate dovuta alla consapevolezza di poter essere incisivo e decisivo. L’assist a Henderson è lettura della situazione abbinata a interpretazione del momento. Dare quel pallone con i giusti tempi è sinonimo di rete e così è stato.

Tutino dovrà dare continuità, un certo tipo di percorso non deve vivere di picchi ma di prestazioni costantemente positive. Abbandonare l’ordinario per riprendersi ciò che fattori esogeni hanno ostacolato e poter ribadire al calcio italiano la propria presenza: questo dovrà essere l’obiettivo. Servivano solo fiducia e serenità. 

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Empoli, Tutino può essere l’arma in più: servivano fiducia e serenità ultima modifica: 2020-02-02T13:11:45+02:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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