ESCLUSIVA PSB – A.Filippini: “Diamanti leader tecnico e caratteriale. Brescia, non farti prendere dalla frenesia. Sul Palermo…”

Filippini Livorno

FILIPPINI INTERVISTA ESCLUSIVA

Una vita dedicata al pallone ed al rettangolo verde, scrivendo pagine importanti nella storia delle squadre per le quali ha militato. Quasi 300 volte a difendere i colori della propria città, ossia Brescia, oltre ad importanti parentesi tra Serie A e Serie B tra Lazio, Livorno, Treviso e Palermo. Stiamo parlando di Antonio Filippini, raggiunto in esclusiva dai nostri microfoni. La nostra redazione ha raccolto le sue dichiarazioni sul campionato cadetto e sulle squadre che ha avuto modo di rappresentare nella sua illustre carriera da calciatore.

Bresciano e con una grande esperienza tra le fila delle Rondinelle, con quasi 300 presenze tra Serie A e Serie B. Mancano ancora diverse giornate alla fine del campionato, ma molti danno la squadra di Corini già lanciata verso la Serie A. È d’accordo o pensa che bisogna ancora andare cauti con i proclami?

Penso che la squadra debba innanzitutto rimanere concentrata e tranquilla. Mancano ancora diverse partite, tra cui lo scontro diretto contro il Lecce al Via del Mare, che dirà molto sull’esito di questo campionato. Sicuramente se nelle prossime 2/3 partite il Brescia dovesse riuscire ad ottenere altrettanti risultati positivi, sarebbe con un piede e mezzo in Serie A ma al momento credo che bisogna aspettare e non dettare sentenze, anche per non gettare una pressione eccessiva nei confronti dei ragazzi.”

Il Brescia, nel complesso, appare come una vera e propria macchina perfetta sotto differenti punti di vista: qual è il fattore che più positivamente ha inciso sul percorso fin qui condotto dalla squadra? Quali invece i potenziali ostacoli da qui alla fine del torneo? 

Il fattore principale penso sia stata la struttura di gioco della squadra, che Corini ha saputo ricamare attorno ai suoi principali interpreti, esaltandone le qualità. Segnare due goal di media a partita significa quasi sempre vincere, o al limite pareggiare. Grande merito, per questo, va attribuito ad Eugenio che sta facendo un lavoro esemplare. Aspetti che possano in qualche modo far vacillare l’ottimo andamento della squadra, invece, potrebbero essere l’eccessiva ansia e frenesia che possono sorgere quando sei primo e vicino all’obiettivo in questa fase del torneo. Credo siano aspetti che possano portarti ad essere meno lucido e concentrato rispetto a quanto il gruppo abbia dimostrato di esserlo fin qui. A mio avviso però le Rondinelle hanno un organico molto “freddo” sotto questo punto di vista, che saprà gestire la pressione e raggiungere il traguardo promozione.”

L’ultima stagione in Serie A del Brescia è riconducibile al torneo 2010/2011: lei faceva parte di quella rosa ed era alla sua ultima esperienza da calciatore. Come vive l’ambiente l’attesa per questo potenziale salto di categoria dopo anni difficili dal punto di vista dei risultati?

C’è grande entusiasmo com’è giusto che sia visti i risultati ed i numeri della squadra. A testimonianza di questo, basta guardare il grande supporto che la tifoseria sta dimostrando nei confronti dei ragazzi: la curva al Rigamonti è sempre piena nei match casalinghi, ed anche fuori casa c’è un importante seguito dei tifosi bresciani, come non si vedeva da anni. A Verona erano in più di 2000 a sostenere i propri beniamini. È un momento che la piazza merita di poter vivere, dopo anni molto difficili tra fallimenti, campionati disputati galleggiando nelle zone basse della classifica e salvezze ottenute sul filo del rasoio. Quest’anno si era partiti con l’obiettivo, secondo me, di raggiungere la zona playoff, ma Corini ed i suoi sono primi meritatamente da diversi mesi, e perciò sognare è più che lecito, sperando che si possa festeggiare al più presto il raggiungimento di un traguardo meraviglioso.”

Lunedì le Rondinelle se la vedranno con il Livorno, che dopo la pesante sconfitta di Cittadella, ha un disperato bisogno di punti in ottica salvezza. Breda, fino a qualche settimana fa, era considerato l’uomo in grado di dare la svolta alla stagione della squadra, ma ora i toscani sono in netta flessione e sono precipitati di nuovo nella zona calda. Quali sono secondo lei le difficoltà che incidono di più per far bene a Livorno? Reputa che Breda sarà in grado di condurre i suoi ragazzi a mantenere la categoria?

Livorno è una grande piazza, e come tale è chiaro che sia molto esigente nei confronti dei calciatori che rappresentano i propri colori. I supporters livornesi si aspettano che i calciatori diano sempre il 110% per la maglia quando scendono in campo, ma oggettivamente così non è stato nelle ultime partite. I labronici devono ritrovare quella grinta e quella determinazione che avevano dimostrato fino a qualche settimana fa. Sono elementi fondamentali nell’arco di un torneo, soprattutto se sei coinvolto nella lotta per non retrocedere. Scendere in campo con motivazione ti permette di sopperire, in qualche modo, a limiti di natura tecnica. Il Livorno, in questo senso, qualche problema lo ha come testimonia la deficitaria classifica. Breda è un tecnico esperto nel campionato cadetto, e sono sicuro che saprà tirare fuori tutto questo dai suoi giocatori, con l’augurio che possa condurre la squadra alla salvezza.”

Il giocatore di maggior qualità nel Livorno è senza dubbio l’immenso Diamanti, con cui ha avuto modo di condividere le esperienze di Livorno e Brescia. Oltre che dal punto di vista tecnico, può essere sicuramente  considerato un leader anche dal punto di vista caratteriale, come dimostra il suo duro sfogo dopo la debacle di Cittadella. Che ricordi ha di Alino? Cosa riusciva a trasmettere ai compagni dal lato caratteriale?

Ho un bellissimo ricordo di Alessandro. Sin dalla sua prima esperienza a Livorno, notammo che possedesse delle qualità tecniche innate e che sarebbe potuto arrivare lontano. Non ti nego che dovemmo gestirlo un po’ a livello caratteriale, perché era un tipo abbastanza fumantino ed istintivo, cercando di fargli capire che in campo bisogna usare prima di tutto la testa. È migliorato molto nel corso degli anni anche sotto questo punto di vista, essendo maturato e cresciuto molto a livello umano. Tecnicamente non credo ci siano dubbi sulle sue doti, tant’è che è riuscito anche a raggiungere la Nazionale ed a disputare i campionati europei, meritatamente. Il suo sfogo nel post Cittadella è assolutamente condivisibile: se ha pronunciato quelle parole, lo ha fatto con l’obiettivo di riaccendere il fuoco dentro i propri compagni. Ha notato che il gruppo probabilmente si è rilassato eccessivamente, e durante questa fase della stagione non ce lo si può assolutamente permettere. È un leader oltre che un bravo ragazzo, che dimostra di dare sempre il 100% per la squadra.”

Infine un cenno sul Palermo, altra piazza nella quale ha militato e dove è riuscito ad ottenere una splendida promozione nella massima serie. Le vicende societarie hanno frenato in qualche modo il cammino dei siciliani in campionato, ma la possibilità di ambire alla promozione diretta è sempre viva. Come vede i rosanero nella rincorsa alla Serie A?

Nonostante il caos extracampo, credo che bisogna fare i complimenti ai rosanero. Personalmente, li vedo bene nella rincorsa ai primi due posti, anche perché sono una squadra con esperienza che è abituata a lottare per certi obiettivi. Spesso pur non esprimendo un bel calcio, riesce comunque a fare risultato, il che la dice lunga sulla qualità e maturità dell’organico di Stellone. La lotta alla promozione credo sia una corsa oramai a tre fra Brescia, Lecce e lo stesso Palermo. Anche nel caso non dovesse riuscire a raggiungere la promozione diretta, nei playoff partirebbe comunque da favorita. Nulla è deciso però, perciò credo che ci sarà molto da divertirsi in questa fase finale di campionato.”

ESCLUSIVA PSB – A.Filippini: “Diamanti leader tecnico e caratteriale. Brescia, non farti prendere dalla frenesia. Sul Palermo…” ultima modifica: 2019-04-13T15:02:24+02:00 da Nicola Cosentino

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