ESCLUSIVA PSB – Sodinha: “Brescia è la mia seconda casa. Donnarumma? La categoria non conta”

SODINHA BRESCIA – Si può essere iconici senza militare nei più grandi club europei, così come in pochi anni si possono regalare emozioni che nemmeno il tempo può scalfire. Pensi a Felipe Sodinha e tornano in mente le giocate, i colpi di classe e la fantasia al servizio delle compagini italiane nelle quali ha militato, una su tutte il “suo” Brescia. La decisione di ritirarsi fu tanto drastica quanto commovente, ma il centrocampista brasiliano è tornato e si è rimesso in gioco con tanta umiltà e passione. Attualmente in forza al Rezzato, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni.

Prosegue la tua esperienza con il Rezzato, club che ti sta dando la possibilità di ritrovare una notevole continuità. Quali sono le tue sensazioni per la stagione in corso?

“È un’esperienza molto importante e che sta proseguendo al meglio. Ho ritrovato la continuità che cercavo, sono contento della stagione, la squadra è molto forte sta facendo un grandissimo campionato, siamo al terzo posto in classifica. Il minutaggio che sto avendo mi permetterà di farmi trovare al meglio della prossima annata”.

L’Italia calcistica ti ha conosciuto ed ammirato per le tue prodezze in Serie B, in particolar modo con il Brescia. La tua storia ti ha portato ora in Serie D, per l’appunto con il Rezzato. Che idea ti sei fatto della categoria?

“I tanti problemi che ho avuto mi hanno portato a decidere di smettere di giocare per poi tornare in questo mondo. La Serie D è una categoria tosta, dove servono corsa e fisico, non abbonda la qualità ma i calciatori bravi non mancano. Regna sovrano l’agonismo, ma le regole degli under portano a mio avviso a sopprimere la meritocrazia, perché l’età non può precedere il talento nella scelte su chi mandare in campo. Resta comunque un campionato importante”.

Citare il Brescia non è stato un caso, in quanto parliamo dell’avventura più intensa della tua carriera. Le Rondinelle lottano per la promozione diretta in Serie A, ti aspettavi una stagione di questo tipo?

“Me l’aspettavo, la piazza merita stagioni così da tanti anni. Lo dico per la città, per i tifosi e, perché no, per me. Sono contentissimo, spero con tutto il cuore che riescano a mantenere questo ritmo così da essere promossi in Serie A senza passare dai playoff”.

Durante la tua permanenza al Brescia, hai regalato tanti assist a Caracciolo. Oggi il centravanti di riferimento delle Rondinelle è Donnarumma. Perché un attaccante con queste qualità arriverà “tardi” in Serie A? Quali sono i fattori che influiscono?

“Donnarumma ha fatto benissimo anche l’anno scorso, ha sposato la causa Brescia in questa stagione per vincere un altro campionato e continuare ad offrire prestazioni di un livello molto alto. In caso di promozione in Serie A delle Rondinelle rimarrà e farà bene anche nella massima serie, perché per un attaccante così non conta la categoria. Non appena riceve palla ha l’innata capacità di vedere la porta, proprio come Caracciolo. Non credo si possa dire che arriverà tardi in certi contesti, ha 28 anni e può fare ancora tanto”.

I calciatori sono portati inevitabilmente a fare delle scelte, e in generale un cambiamento di squadra, di maglia o di vita va capito e accettato. Eppure tra te e Brescia si è creato un legame intenso e con pochi eguali. Quanto senti tua questa piazza?

“Reputo Brescia la mia seconda casa. Ho passato dei momenti belli, altri un po’ meno, ma sono sempre stato sostenuto da tante persone. Non volevo lasciare il Brescia, ma non fu una scelta mia. Sono pentito di essere andare via, lo sanno tutti, ma ripeto che non è stata una decisione dettata dalla mia volontà. L’ho sempre detto: è casa mia”.

Ti va di mandare un messaggio ai tuoi ex tifosi, quelli delle Rondinelle, che mai ti hanno dimenticato? 

“Faccio gli auguri a tutto l’ambiente: società, calciatori, tifosi, città. Speriamo che la nostra squadra vada in Serie A, in bocca al lupo”.

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ESCLUSIVA PSB – Sodinha: “Brescia è la mia seconda casa. Donnarumma? La categoria non conta” ultima modifica: 2019-03-26T12:15:25+02:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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