Cesena, accrediti negati: due giornalisti messi al bando da mesi

Pubblichiamo la nota dell’ordine dei giornalisti.

Tre mesi di accrediti negati, senza motivazione, a seguito di articoli non graditi alla società. Il Cesena calcio dall’inizio del febbraio scorso ha deciso di non rilasciare più accrediti stampa al giornalista professionista Emanuele Conti e al giornalista pubblicista Gian Piero Travini. Ai due colleghi di TuttoCesena (testata del network TUTTOMercatoWEB) gli accrediti sono stati negati in coincidenza della pubblicazione di una serie di articoli sui conti della società e strane trattative di mercato.

Concedere o negare accrediti rientra nelle facoltà di una società sportiva. Ma non accreditare i giornalisti sgraditi rappresenta un chiaro tentativo di condizionamento della libertà di stampa. Non è la prima volta che l’Associazione calcio Cesena si comporta in questa maniera con i giornalisti locali.

Già a fine dicembre 2015 l’Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna prese posizione sulla società, a seguito di violenti attacchi mossi dal presidente del Cesena Giorgio Lugaresi, sui social network, nei confronti dello stesso Travini e del giornalista pubblicista Stefano Severi. E ancora prima il presidente del Cesena aveva invocato il bavaglio nei confronti di chiunque osasse praticare la “lesa maestà” nei confronti suoi e della società, arrivando addirittura a bloccare in tipografia un giornale già pronto per la stampa. Senza contare le numerose “cacciate” subite in passato da altre voci contrarie.

Ostacolare la possibilità di espressione dei giornalisti rappresenta una decisione grave, una inaccettabile limitazione al diritto di cronaca e critica. L’auspicio è che il Cesena calcio torni al più presto sui propri passi, facendo sì che ai cittadini-lettori sia garantita l’informazione più libera e plurale possibile.

Cesena, accrediti negati: due giornalisti messi al bando da mesi ultima modifica: 2018-05-04T16:50:08+02:00 da Stefano Galano
Classe '88, Ingegnere con la passione per il prato verde, scopre in età avanzata di voler scrivere per lo sport più bello al mondo. Convinto che sia forma d'arte contemporanea, ricorda sempre a tutti: "Non chiamatelo solo calcio"

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