Cittadella, Adorni scalda i motori: “Derby partita diversa dalle altre; la A sarebbe un sogno”

Cresce l’attesa per il derby veneto tra Venezia e Cittadella. I granata avranno un nuovo protagonista tra le loro fila. Infatti, con l’assenza di Varnier, convocato in nazionale under21, al centro della difesa ci sarà Davide Adorni. Queste le sue parole al Mattino di Padova in vista della partita di domenica al “Penzo” di Venezia: “È un derby e, come tale, è un incontro diverso dagli altri. Te ne accorgi nei giorni precedenti, anche parlando con i tifosi, che non a caso hanno risposto numerosi al richiamo”. Ci saranno, infatti, circa 1000 tifosi del Citta, tra settore ospiti e tribune.

Impossibile non parlare el grande ex Litteri: “In allenamento ci siamo confrontati spesso, anche se immagino che marcarlo in partita sia un’altra cosa. È uno che, in quanto a “fare a sportellate” con i difensori avversari, non si risparmia. Un attaccante che lavora molto con il fisico e le braccia, calcia sia di destro che di sinistro e in area è molto pericoloso. Sarà stimolante incontrarlo».

Non solo Varnier, mister Venturato non avrà a disposizione anche Kouamè e Vido, autore di uno splendido gol con la nazionale di Evani: “Anche a loro mancheranno Audero e Stulac, ma perdiamo più qualità noi. D’altra parte, è il prezzo che si paga quando si fa bene”.

Oltre a essere un derby, sarà un match d’alta classifica: “Per quanto ci riguarda, ottenere la promozione diretta sarebbe un sogno, ma siamo in zona playoff dall’inizio dell’anno ed è una posizione che rispecchia quanto stiamo facendo. Nemmeno il Venezia mi stupisce. Già l’anno scorso, in C, tutti puntavano sul Parma e poi a metà campionato ci siamo trovati gli uomini di Inzaghi in fuga. Vedendola giocare in pochi ci scommettevano, ma era una squadra molto concreta, che riusciva sempre a portare a casa il risultato”.

Cittadella, Adorni scalda i motori: “Derby partita diversa dalle altre; la A sarebbe un sogno” ultima modifica: 2018-03-23T15:18:14+02:00 da Stefano Galano
Classe '88, Ingegnere con la passione per il prato verde, scopre in età avanzata di voler scrivere per lo sport più bello al mondo. Convinto che sia forma d'arte contemporanea, ricorda sempre a tutti: "Non chiamatelo solo calcio"

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