Ternana, serve un miracolo. Ricordi un anno fa?

28 febbraio 2017. Esattamente un anno fa, va di scena al Bentegodi, Verona-Ternana, 28° turno della B: le “Fere” perdono 2-0 e si ritrovano all’ultimo posto con 23 punti. Umbri spacciati? Macché. A fine campionato la Ternana si salva all’ultima giornata ai danni del Trapani con ben 49 punti, al termine di una cavalcata memorabile.

Nell’ultimo turno arriva la quinta sconfitta di fila contro il Venezia di Inzaghi e la Ternana sembra in tunnel senza fine. Ma forse ai giocatori della Ternana sarebbe opportuno un bel rinfresco di memoria, per riuscire a raccogliere le energie e tornare a credere alla salvezza.

 

Per stessa ammissione della proprietà, sono stati fatti tanti errori nel campionato in corso, ma l’ultima scelta, quella di nominare De Canio come allenatore, sembra l’unica azzeccata.Nonostante i due risultati negativi con “Gigi” in panchina, il mister sembra l’unico in grado di cambiare qualcosa all’interno dello spogliatoio.

 

Da tutti gli addetti ai lavori, De Canio viene chiamato il mister psicologo, per l’attenzione e la bravura nel lavoro sulla testa dei giocatori. L’allenatore appena arrivato, ha parlato di negatività e chiede ai suoi di sorridere sempre, in qualunque momento degli allenamenti e delle partite. La terapia quindi è stata già avviata e dal suo buon esito dipende la permanenza in B della Ternana.

Ovviamente nelle dichiarazioni dei giocatori si trovano sempre le stesse espressioni quali, lotteremo fino alla fine, ma queste rimangono solo parole; anche nell’ultimo turno, le “Fere” si consegnano agli avversari, molli e senza fiducia. Il 2-0 di Venezia risulta anche stretto per i veneti.

Quindi, un gruppo sofferente e malato, che solo grazie alla terapia De Canio e il ricordo dell’impresa dell’anno passato, potrà tornare a sperare nella tanto agognata salvezza.

 

Ternana, serve un miracolo. Ricordi un anno fa? ultima modifica: 2018-02-28T16:25:26+00:00 da Stefano Galano
Classe '88, Ingegnere con la passione per il prato verde, scopre in età avanzata di voler scrivere per lo sport più bello al mondo. Convinto che sia forma d'arte contemporanea, ricorda sempre a tutti: "Non chiamatelo solo calcio"

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