7 Dicembre 2023

Ritardi per il centro sportivo del Modena, tifosi Lecco in massa al Marassi, Zoet chiede chiarezza allo Spezia: le news del giovedì di Serie B

I fatti di giornata

Calcio Lecco 1912

La Serie B è, numeri e spettacolo alla mano, probabilmente il campionato più difficile e complesso d’Europa. Ormai da anni la cadetteria vede le squadre partecipanti darsi battaglia sino alla fine con le diverse classifiche che tendono ad essere incerte sino alla chiusura della stagione regolare così come accaduto in questo campionato conclusosi. Oltre ai fatti di campo, però, la Serie B si contraddistingue anche per quelli che accadono al di fuori del rettangolo verde. Aneddoti, polemiche, statistiche, dichiarazioni e tutto ciò che un campionato così ricco può offrire. Di seguito, dunque, le news di Serie B più rilevanti di giornata.

Serie B, le news di giornata

Ritardi per il centro sportivo del Modena

Carlo Rivetti, Presidente del Modena, ha parlato alla Gazzetta dello Sport nel corso di una lunga intervista. Di seguito le sue parole.

“Sono sempre stato appassionato di calcio, mio nonno è stato presidente del Toro, io sono interista ma mi sarei abbonato alla Juve se avesse preso Maradona. Ma dopo Italia-Brasile 1982 sono cambiato. Sono diventato molto… zen».
Cosa accadde?
«Eravamo sponsor della Nazionale, in tribuna esultavo in maniera… plateale. I brasiliani accanto a noi erano più composti e alla fine si sono voltati per darmi la mano e fare i complimenti. Una lezione che mi è servita».
Dal giallo del Brasile a quello del Modena.
«Abbiamo un progetto chiaro: settore giovanile, centro sportivo e prima squadra. Sugli obiettivi non faccio proclami, preferisco raggiungerli. La squadra cresce, il settore giovanile sta dando grandi soddisfazioni: abbiamo anche la Primavera in testa».
Manca il centro sportivo.
«Siamo indietro. Senza non possiamo fare il salto di qualità e attirare giocatori importanti. Il problema è la burocrazia».
Lei da imprenditore ha pianificato con cura l’operazione Modena, ma nel calcio non è facile realizzare i progetti.
«Vero, è più difficile. Però sono soddisfatto. Volevo rendere qualcosa al territorio dove lavoro da 40 anni, aiutando i ragazzi anche a livello sociale».
Come fece Squinzi a Sassuolo.
«Evidentemente questo è un territorio che ispira. Io uso la parola focus: restare concentrato su poche cose per farle funzionare. Quando cercavamo una squadra ce ne hanno offerte tante, ma l’unica che aveva un senso prendere era il Modena».
Perché nel calcio italiano investono di più gli stranieri?
«Gli esempi italiani virtuosi sono pochi: Sassuolo, Atalanta, Udinese. Gli stranieri sono attratti dallo spettacolo, sono più legati alla finanza che all’imprenditoria e vengono qui perché le nostre
squadre costano meno».

Dal made in Italy nella moda a quello nel calcio. Giusto?
«Ho sempre ragionato così, anche nel Modena preferisco puntare sui giocatori italiani, meglio
se cresciuti nel nostro vivaio»

Come dovrebbe cambiare il sistema calcio?
«Parlo di ciò che conosco. Bisogna migliorare la vivibilità degli stadi, con servizi adeguati. Sono
favorevole a un salary cap e a un maggior controllo sui costi».

Non crede che nel calcio si pensi troppo al business e un po’ poco allo spettacolo?
«Assolutamente, sono d’accordo con De Laurentiis. Oggi c’è un business che valorizza poco i giocatori italiani, non compatibile con il lavoro fatto nei vivai».
La moda è un’eccellenza italiana: come vedrebbe i suoi colleghi nel calcio?
«Li vedo più legati al tennis, uno sport individuale. I nostri stilisti sono uomini soli che coordinano
le loro squadre e non fanno squadra con gli altri».

Dice una sua biografia che lei in azienda ragiona più da allenatore che da presidente. Paolo Bianco si deve preoccupare?
(ride)«Nel calcio ovviamente no, non ho le competenze e comunque non ho mai bypassato un mio collaboratore. Io ho idee molto decise, ma se mi convinci cambio opinione. L’anno scorso
abbiamo fatto un brutto avvio con Tesser, ma non mi sono mai permesso di metterlo in dubbio.
Oggi sono felice non solo per i risultati, ma per come sono maturati. Io farei dell’allenatore un
manager all’inglese, che possa lavorare nel lungo periodo»
.
Bianco è un emergente: e se un domani lo portano via?
«In quel caso dovrà venir fuori la qualità dell’uomo. C’è chi va in Arabia e lascia la Nazionale e chi si sente parte integrante di un progetto. E’ la risposta al calcio business: con le persone giuste si può dare un volto umano».
Come vive l’entusiasmo ritrovato in città?
«Me lo godo sapendo che se le cose non andranno bene il clima cambierà, anche se un po’ di credito l’abbiamo maturato. Il Modena aveva un pubblico anziano oggi ci sono più ragazzi e più gente della provincia. Non vogliamo essere giudicati per i risultati, ma per il lavoro. Sa cosa penso?».
Prego.
«Modena è la città che, nel post Covid, in percentuale è più cresciuta come turismo straniero:
pensiamo a un museo per entrare nel circuito dei musei del territorio, come quello della Ferrari e
di Pavarotti, dando al club una visione internazionale».

Lei punta sull’eleganza senza formalismi. E nel calcio?
«Nel calcio serve un’eleganza più intellettuale, oltre che nei comportamenti. Anche per questo
non esulto ai gol. Sono zen…».
Ma se un giorno ci sarà Inter-Modena, ci terrebbe a sedersi accanto a Zhang?
«Mi piacerebbe stare vicino a Marotta, uno che di calcio mi insegnerebbe tante cose».

Tifosi Lecco in massa al Marassi

Nonostante l’obbligo di fidelity card, vola la prevendita dei biglietti per il settore ospiti del Ferraris in vista di Sampdoria-Lecco. La passione dei tifosi blucelesti è forte e questo viene dimostrato dai dati positivi in termini di spettatori per i supporter del Lecco.

Come riportato da lcnsport.it, sono stati venduti già 800 biglietti per il settore ospiti. Un numero enorme considerando che la media spettatori interna del Lecco è di circa 4000 tifosi.

Zoet chiede chiarezza allo Spezia

Dopo una straordinaria prestazione contro il Parma, Jeroen Zoet si prepara a difendere i pali dello Spezia anche in occasione della sfida contro l’Ascoli di domenica 10 dicembre. Intanto l’estremo difensore bianconero ha parlato del suo futuro ai microfoni di AD.nl, dove si è espresso in merito al rinnovo del contratto e la possibilità di lasciare il club a gennaio.

Questo quanto emerso, riportato da tuttomercatoweb:

Voglio giocare, è ovvio. Farò chiarezza sul mio futuro e anche con il club, con cui non è mai mancata in questi anni. La certezza è che mi sento in forma e voglio ancora giocare ad alto livello, sentendo di poter dire la mia.

Non è ancora certo che resterò visto il contratto in scadenza, ma in ogni caso cerco chiarezza prima di firmare qualsiasi cosa. Naturalmente ambisco al ruolo di titolare, perché sono uno sportivo e mi piace contribuire attivamente alla squadra. Ma so che le cose possono andare diversamente