ESCLUSIVA PSB – Calcio e arte, con il Benevento nel cuore: conosciamo Antonio Palma

Stadio "Vigorito" di Benevento

ANTONIO PALMA DESIGNER / Il calcio non può e non deve essere inteso come un semplice gioco. Concetto, quanto appena citato, che leggiamo e ascoltiamo spesso, ma che è opportuno ripetere a oltranza così da rimarcare i messaggi in grado di veicolare quella che è, a tutti gli effetti, può essere considerata anche una forma d’arte per le emozioni che è in grado di condensare ed emanare allo stesso tempo. Arte, dicevamo: quella che Antonio Palma cerca di sostituire alle parole per dimostrare il proprio amore verso questo sport. Raggiunto in esclusiva dai nostri microfoni, il designer si è raccontato toccando diversi temi.

Antonio, non possiamo che cominciare chiedendoti una presentazione. Come nasce la tua passione per la grafica e quando hai deciso di applicarla anche al calcio?

“Ciao! Tutto nasce da piccolo, con la passione per il disegno. Col passare del tempo disegnare su carta non mi faceva più emozionare come prima, avevo un tavola grafica e un programma per modificare e foto che realizzavo e ho pensato: “Ma se provassi a disegnare su un foglio digitale?” Così fu! Il mio primo digitale fu Christian Puggioni per poi passare a Laura Giuliani e Leo Chichizola. Ho iniziato col calcio perché me lo sentivo molto vicino, mi sentivo molo sicuro a disegnare su un territorio già marcato da me”.

Da designer la risposta sembra ovvia ma, in un calcio che al giorno d’oggi deve essere presentato anche in maniera digitale e dunque grafica, quanto credi sia importante un ruolo come il tuo?

“Secondo me l’arte, vuoi digitale, vuoi nella sua accezione generale, deve andare di pari passo al calcio moderno. Anche grazie ai social, le società usano molto spesso profili con cui interagiscono con noi tifosi. Un ruolo come il mio credo che possa risultare evidente in quanto, come già detto, possa unire l’arte al calcio per qualche novità social o addirittura novità nella società stessa”.

Attraverso Instagram notiamo che hai un’ottima interazione con i calciatori a cui dedichi le tue opere. Puoi e vuoi raccontarci qualche aneddoto legato, non so, a qualcuno che ti ha sorpreso per entusiasmo e/o disponibilità?

“Certo! Grazie alle mie opere sono riuscito a fare amicizia con qualche giocatore sia di leghe italiane che estere! Alcuni di loro come Lorenzo Montipò, Massimo Volta, Bright Gyamfi e Mauro Boerchio (portiere della I-League in India) mi hanno voluto omaggiare di qualche loro pantaloncino o maglietta. Una cosa che mi ha più sorpreso è far arrivare un mio disegno a colui che reputo idolo dall’infanzia Piergraziano Gori, storico portiere del Benevento. Un’emozione indescrivibile!”.

Sempre dai tuoi social apprendiamo la tua passione per il Benevento. Hai avuto modo di collaborare con qualcuno sul territorio?

“Sì, tutt’ora sono in collaborazione con la fanpage storica del Benevento su Instagram, condivide e mette in anteprima i miei digitali giallorossi! Ho disegnato per Pasquale Ciambriello che personalmente reputo un telecronista d’eccellenza e poi ho disegnato per Trollserieb, una grande pagina satirica sulla Serie B”.

Chiudiamo con una considerazione prettamente di campo: da tifoso, che emozioni ti ha regalato la squadra di Pippo Inzaghi fino al momento dello stop forzato ai campionati?

“Mister Inzaghi è stato sicuramente un grandissimo giocatore, le dritte che ha appreso in carriera le sta trasmettendo ai suoi calciatori, che sembra telecomandi dalla panchina. Merito va anche al diesse Pasquale Foggia che ha scelto i profili adatti per la squadra come se fosse su FUT di FIFA. Ci hanno regalato emozioni difficili da dimenticare, credo questa sia la squadra più forte che abbiamo mai avuto nella storia giallorossa. Concludo sperando che tutto questo possa finire al più presto per vedere di nuovo tutti lottare in campo!”.

Alcuni dei lavori di Antonio Palma

ESCLUSIVA PSB – Calcio e arte, con il Benevento nel cuore: conosciamo Antonio Palma ultima modifica: 2020-03-22T18:09:57+02:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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