Per Ascoli e per l’Ascoli, alla scoperta di Riccardo Orsolini

Alle volte, sembra che il destino si metta a tavolino con carta e penna e decida di scrivere bellissime storie. I più preferiscano siano d’amore, noi invece speriamo siano di calcio, che poi non è così distante come cosa. Alle volte può capitare che un calciatore dalle immense qualità possa indossare la maglia della propria città, senza emigrare sin da giovanissimo verso lidi più prestigiosi, almeno sulla carta. Il calore della gente, l’attaccamento alla casacca che indossi, la voglia di fare bene, non le si comprano con i milioni, almeno non subito. Lo sa bene Riccardo Orsolini, enfant prodige del nostro calcio (sperando di non mettergli pressioni, è l’immensa stima verso di lui che ci porta a scrivere ciò), classe ’97, 19 anni di pura qualità.

PER ASCOLI E PER L’ASCOLI – “Difendere i colori della propria città è stupendo, un privilegio“. Questo la dice lunga circa l’attaccamento alla maglia di questo ragazzo, nato a Rotella, piccolo borgo della provincia di Ascoli Piceno. Cresciuto nelle giovanili dell’Ascoli, da oramai due stagioni è nel giro della prima squadra, dove quest’anno è diventato un titolare a tutti gli effetti, giocandole tutte fino ad ora e trovando già tre gol.

RICORDA ROBBENCalma, non vogliamo commettere l’errore fatto con ogni giovane qui in Italia ma, vi assicuriamo, le caratteristiche di Orsolini ricordano quelle del fenomeno del Bayern Monaco: corsa, agilità, sinistro incantevole, tecnica sopraffina e fiuto del gol da centravanti nonostante sia un’ala (lo scorso anno 22 gol stagionali, ne fece 5 in una sola partita al Lanciano con la Primavera). Qualità tecniche che, abbinate a tanta umiltà, sacrificio per la squadra e personalità quando è in campo, gli stanno permettendo di recitare un ruolo importante con la prima squadra, in un campionato ostico come la Serie B.

SIRENE A TINTE ANCORA BIANCONERE – Non è il bianconero dell’Ascoli ma quello della Juventus che molti vedono addosso ad Orsolini nel prossimo futuro, dato l’interessamento della Vecchia Signora per il talentuoso giocatore (come praticamente per tutti i migliori talenti del nostro Paese). Adesso però non è ancora tempo di abbandonare la nave perché, riprendendo proprio uno che alla Juventus ha fatto la storia, al secolo Alessandro Del Piero, “un cavaliere non lascia mai la sua signora“.

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Per Ascoli e per l’Ascoli, alla scoperta di Riccardo Orsolini ultima modifica: 2016-11-03T19:33:03+00:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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