Brescia, Corini: “Ragionare a lungo termine porta pressioni. Su Tonali e Donnarumma…”

CORINI BRESCIA – Eugenio Corini, tecnico del Brescia, si è raccontato attraverso le pagine di B Magazine: “A 27 anni ho sofferto di un grave infortunio al crociato, ed è stato in quel periodo che ho pensato a cosa avrei fatto una volta smesso. Non volevo abbandonare il mondo del calcio, e quello dell’allenatore è il ruolo che maggiormente mi interessava. Cominciai quindi ad osservare determinati aspetti con maggiore attenzione, e tra questi non c’erano le esercitazione, perché mi interessa altro: la gestione del gruppo, i rapporto interpersonali, le sfumature tecnico-tattiche. Facevo le mie valutazioni, pensavo a come mi sarei comportato. Nell’ultima fase della mia carriera, vuoi per l’età, vuoi perché ero il capitano, vuoi per il ruolo, conversavo spesso con gli allenatori, questo mi è indubbiamente servito. Mi capita di trovarmi fuori l’area tecnica, mi viene da dire che ho ancora l’istinto del calciatore, vorrei giocare anche io. Con i ragazzi non sbraito, perché sanno cosa devono fare. Cerco di richiamarli costantemente all’attenzione, non devono dare nulla per scontato. Al primo allenamento dissi alla squadra che ognuno avrebbe dovuto pensare a come poter aiutare la squadra, solo così avremmo potuto ottenere soddisfazioni. Non bisogna lavorare per macro-obiettivi, perché portano pressioni esagerate: è fondamentale ragionare partita dopo partita, così da curare il dettaglio in allenamento e acquistare punti e credibilità. La difesa? Prediligo la linea a 4, permette di avere un uomo in più a centrocampo in fase di possesso palla. Dovendo scegliere giocherei sempre così: 4-3-1-2 oppure 4-3-3. Donnarumma? Sta facendo benissimo, avere un uomo che concretizza come Alfredo aiuta, però non dimentichiamo Torregrossa e Morosini, che creano non pochi problemi agli avversari. Tonali? Ha una maturità non comune per la sua età, e la dimostra anche in campo. Sa riconoscere i momenti delle partite, è attento a tutte le situazioni di gioco. Dobbiamo aiutarlo a esprimere tutto il suo potenziale. Il futuro? Ha la testa al Brescia, non pensa ad altro. I primi giorni dopo il mio arrivo devo dire che il coinvolgimento emotivo è stato notevole, perché qui mi sento a casa, ma l’allenatore deve essere razionale per svolgere al meglio il suo lavoro. Il pubblico chiede la A? Faremo di tutto per accontentarlo“.

Brescia, Corini: “Ragionare a lungo termine porta pressioni. Su Tonali e Donnarumma…” ultima modifica: 2019-02-06T17:29:56+02:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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