Una caotica metropoli o un’isola deserta: qual è la meta della corsa ai playoff?

A 6 giornate dal termine della stagione sono 5 i punti che distanziano la quarta dalla dodicesima in graduatoria e 8, invece, quelli che la separano dalla terza: chi considera il mondo dei numeri un universo freddo e asettico probabilmente non ha seguito la Serie B 2016/2017. L’apertura della competizione dei playoff anche alla settima e all’ottava classificata nel recente passato ha ricalibrato gli obiettivi di molte società dalle limitate risorse economiche i cui utopici sogni di promozione sono mutati in traguardi visibili che per essere raggiunti, tuttavia, richiedono il superamento di un ostacolo impervio: le nobili decadute, desiderose di riscattare il prestigio perduto. Da sempre non c’è ambiente più variegato e composito del treno su cui salgono le pretendenti al terzo posto, all’entrata sul retro del paradiso, ma il numero di club in lizza quest’anno acuisce l’evidenza di queste differenze. C’è il Benevento, quarto, che alla prima partecipazione al campionato cadetto deve raccogliere le energie necessarie per il salto più vertiginoso della sua storia, il Bari, undicesimo, per la cui risalita nel massimo campionato la nuova proprietà investe, invano, da tempo, c’è il Cittadella, quinto, espressione calcistica di un comune di 20000 abitanti i quali ora ambiscono a trasferte nei più celebri stadi della penisola, il Perugia, sesto, i cui tifosi sono stanchi di rivangare la gestione scellerata di Gaucci ogni qualvolta desiderano eludere le sabbie mobili dell’ultimo decennio ricordando i fasti del passato: la Serie B è ora un melting pot al cui interno tutte le squadre rivendicano lo spazio necessario per superare l’ingorgo, rischiando di rimanerne inghiottite all’unanimità, se nessuna fosse in grado di imporsi nettamente sulle altre. Nelle battaglie che si perpetrano ormai da mesi, infatti, è emerso un nemico comune a tutte le contendenti, la cui forza non può essere in alcuna maniera arginata: il regolamento, che da un lato ha acceso le speranze collettive, ma dall’altro lega il loro destino al percorso della terza classificata che, in caso di vantaggio superiore ai nove punti alla chiusura del campionato, ottiene l’accesso diretto alla Serie A e rende vana la frenetica rincorsa, da parte delle inseguitrici, di una meta che si rivelerebbe, d’un tratto, la più arida delle isole deserte. Frosinone e Verona, appaiate in classifica, incarnano, dunque, tutte le caratteristiche che suscitano timore alle rivali: dispongono di organici maggiormente competitivi e possono far leva anche su una superiore esperienza, maturata durante la permanenza nella massima serie da cui sono retrocesse lo scorso maggio; i punti persi da entrambe, inoltre, sono stati svariati nelle ultime partite ed è improbabile che da qui alla fine arrivino disfatte eclatanti per due rose così ben attrezzate. Non esiste strumento migliore del campo da calcio, però, per invertire la tendenza e proteggere i democratici spareggi per la promozione dalla tirannia di club che hanno affrontato la cadetteria col solo scopo di dominarla; già questo sabato, infatti, l’opportunità più ghiotta è nelle mani della più blasonata tra le 9 sorelle: il Bari ospiterà l’Hellas al San Nicola e sospinto dal proprio pubblico cercherà di arrestare la marcia degli uomini di Pecchia per allontanare l’incombente minaccia dell’annullamento dei playoff. Il derby tra Spezia e Entella, Novara-Perugia e Cittadella-Carpi saranno, invece, 3 scontri diretti che si preannunciano al cardiopalma ed avranno nel risultato di parità l’insidia principale; a tal proposito si è pronunciato proprio ieri il direttore dell’area tecnica del Perugia Roberto Goretti che, tentando di scuotere i calciatori, ha dichiarato ai microfoni del Corriere dell’Umbria: “Dobbiamo puntare alla vittoria, anche correndo il rischio di perdere.” Le velleità di piazzamento di Benevento e Salernitana, società campane che occupano rispettivamente la prima e l’ultima posizione del folto gruppo, andranno misurate per i giallorossi nel match interno contro un Vicenza sulla cui panchina debutterà Torrente, mentre per i granata nella trasferta di Vercelli nella quale, per mantenere il contatto con le avversarie, sarà necessario conquistare i tre punti. Scenari disomogenei si dipanano ad ogni turno nell’ampio ventaglio delle possibilità, un pronostico circa l’epilogo della stagione equivarrebbe ad un cieco azzardo, permane la sensazione che fino al venerdì conclusivo tutto rimarrà in bilico; nell’incertezza complessiva, tuttavia, una conclusione è possibile trarla: la Serie B si sta affermando come una delle competizioni più emozionanti ed imprevedibili del panorama calcistico europeo e quest’asfissiante bagarre, a prescindere dall’esito, avrà avuto il merito di tenere col fiato sospeso fitte schiere di tifosi ed appassionati il cui numero è aumentato giornata dopo giornata.

Una caotica metropoli o un’isola deserta: qual è la meta della corsa ai playoff? ultima modifica: 2017-04-21T10:38:05+02:00 da Emanuele Garbato
Studente di filosofia a 360 gradi, convinto che lo sport ed il calcio forniscano una chiave di lettura per interpretare la vita. Appassionato di scrittura, in qualsiasi sua forma, convinto che ogni campo da gioco sia terreno fertile per la letteratura.

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