Cremonese, Castrovilli: “Voglio fare grandi cose con la Cremo. Ronaldinho è il mio mito”

CASTROVILLI CREMONESE – Un campionato fin qui di alto livello, quello di Gaetano Castrovilli, alla Cremonese dal 2017. Il ragazzo si è raccontato alla Gazzetta dello Sport: “Da piccolo facevo danza classica, amavo ballare. Ai tempi mio papà faceva il deejay, perciò in casa c’era la musica ad alto volume. Appena partiva una canzone correvo subito in salone per fare qualche passo. Ci sono tante analogie tra danza e calcio. Dalla piroetta che assomiglia ad un dribbling fino all’emozione di un goal regalata al pubblico che corrisponde ad una coreografia ben riuscita. Nello spogliatoio, a volte, metto un po’ di latino-americano. Paulinho ha il ritmo nel sangue e Mogos è un ottimo ballerino. Mi sono appassionato al calcio grazie a mio nonno e al suo amore per il Bari. Eravamo legatissimi e la sua morte è stato un dolore fortissimo. Avevo solo 8 anni e decisi che avrei coronato il suo sogno: sarei diventato un calciatore professionista. Ho iniziato a giocare per strada, poi alla scuola calcio del mio paese, Minervino Murge, e dopo soli 6 mesi è arrivata la chiamata del Bari. Il magazziniere Vito diceva che assomigliavo ad El Shaarawy e mi ha ribattezzato El Castro”. Sugli obiettivi. “Voglio fare grandi cose con la Cremo. Sarebbe bello arrivare in doppia cifra. Sto crescendo molto sul piano tattico e nell’intensità. Nel goal al Perugia c’è tutto il nuovo Castrovilli: recupero palla, dribbling e destro all’incrocio. Per festeggiare ho fatto il balletto di Ronaldinho. E’ il mio mito. Il giocatore che da bambino mi entusiasmava di più. Sarebbe fantastico ricevere una sua maglia autografata. Il sogno resta quello di giocare in A. Ringrazio tanto Antognoni per le sue parole di incoraggiamento”.

Cremonese, Castrovilli: “Voglio fare grandi cose con la Cremo. Ronaldinho è il mio mito” ultima modifica: 2019-01-09T12:47:06+02:00 da Pasquale Ucciero
Ciao a tutti, sono Pasquale, ho 21 anni. Il calcio è la mia passione, per un ragazzo vedere un pallone che rotola non è un mero movimento meccanico, dietro di esso c'è molto di più: gioia, lacrime, sudore, divertimento, fatica, tensione, euforia, vittorie, delusioni e rispetto per l'avversario prima di tutto! Da "grande" mi piacerebbe fare il telecronista e il mio sogno nel cassetto è commentare una finale di Champions magari ad Anfield Road !!! Far parte di questa redazione per me è motivo di grande orgoglio.

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