Pisa, Corrado: “Riforma? La Serie C non regge 60 squadre ma non si può pensare di spostarle in B”

CORRADO PISA – Giuseppe Corrado, presidente del Pisa, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una diretta della pagina Facebook del portale gianlucadimarzio.com: “Guardiamo cos’è accaduto in Germania. La Bundesliga ha erogato 20 milioni di euro di contributi per rendere sostenibile la seconda divisione. Parliamo di un milione a squadra, questo la dice lunga sulla bontà dell’idea. La nostra Serie B è un campionato fondamentale e indispensabile per la Serie A, basti pensa che ci sono più di cento giocatori pagati da compagini del campionato cadetto ma di proprietà di svariati club di massima serie, che dunque capitalizzano valore grazie al nostro operato. Ritengo, dunque, che la Serie B debba essere sostenuta maggiormente dalla A, come previsto dalla legge e dalla percentuale della mutualità dei diritti che non è stata rispettata nel tempo. Queste cose andranno riconsiderate. Cadetteria a 40? Possono farla anche a 60, basta apportare valore al campionato. Abbiamo poche risorse giocando in 20, e lì che bisogna intervenire, altrimenti si rischia di non cambiare la situazione con più squadre. Anzi, il tutto peggiorerebbe. Qualora tutti noi avessimo, ad esempio, il doppio o il triplo di quello che singolarmente riceviamo attualmente, potremmo prendere in considerazione quest’ipotesi. Altrimenti è uno scenario che non funzionerebbe. La Serie C non può reggere 60 squadre, questo è noto, ma non si può pensare di risolvere spostandone una parte in B. Servono risorse, come poc’anzi“.

Pisa, Corrado: “Riforma? La Serie C non regge 60 squadre ma non si può pensare di spostarle in B” ultima modifica: 2020-06-03T22:25:04+02:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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