Cosmi: “Venezia città di valore mondiale. La squadra ha le qualità per salvarsi”

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COSMI VENEZIA – Serse Cosmi, chiamato da Tacopina, per sostituire Zenga si è raccontato alla Gazzetta dello Sport, toccando diversi temi:

“Questa è una città di valore mondiale, ci sono stato tante volte. Per il lavoro abiterò a Mestre ma non rinuncerò a conoscere meglio Venezia. Dopo 14 anni tra Arezzo e Perugia la prima volta via da casa è stata Genova. Poi a Lecce e Trapani esperienze meravigliose. Mi mancava la panchina, il mio livello nervoso stava debordando. La squadra ha le qualità per venirne fuori. Il problema è che gli avversari sono molto più forti rispetto al passato. Ho voglia di lavorare. Preferirei partire dall’inizio, i risultati li ho raggiunti così. Subentrando, come se chiamassero la Protezione Civile, non puoi lavorare bene. Rinnovo in caso di salvezza? L’ha proposto la società, un gesto di fiducia che apprezzo. Oggi la salvezza è il primo ed unico obiettivo, se poi il presidente mi chiederà la A sarà una prospettiva affascinante. Col Palermo dovevamo stare più alti ed è subentrato il timore che ha chi non fa risultati, cosa da eliminare in fretta. Inzaghi mi ha dato diversi consigli sui giocatori, è stato gentile.  Il Palermo è la più forte. Per il Brescia è l’anno giusto: bravo Cellino, passare da Caracciolo a Donnarumma non era facile. Benevento e Verona hanno rose top, e il Lecce gioca bene. E voglio elogiare il Cosenza di Braglia: non è vero che il calcio spettacolare lo possono fare solo i giovani. Bucchi, Stellone, Grosso e Liverani sono tutti miei allievi: sfidarli mi fa sentire giovane. Smetterò quando non sentirò niente dentro, tra uno o 10 anni. Ora ho ancora motivazioni. Negli anni ho perso un po’ di follia, adesso sono solo… insensato. Saggio non lo sarò mai”.

Cosmi: “Venezia città di valore mondiale. La squadra ha le qualità per salvarsi” ultima modifica: 2019-03-14T14:27:22+00:00 da Pasquale Ucciero
Ciao a tutti, sono Pasquale, ho 21 anni. Il calcio è la mia passione, per un ragazzo vedere un pallone che rotola non è un mero movimento meccanico, dietro di esso c'è molto di più: gioia, lacrime, sudore, divertimento, fatica, tensione, euforia, vittorie, delusioni e rispetto per l'avversario prima di tutto! Da "grande" mi piacerebbe fare il telecronista e il mio sogno nel cassetto è commentare una finale di Champions magari ad Anfield Road !!! Far parte di questa redazione per me è motivo di grande orgoglio.

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