Lanciato dal Foggia, osservato dal Barcellona: De Zerbi, il trionfo delle idee

DE ZERBI BARCELLONA – Cinque anni fa assaggiava per la prima volta la panchina da allenatore, quando con il Darfo Boario, in Serie D, Roberto De Zerbi prendeva coscienza di quello che sarebbe stato il suo futuro. È con il Foggia, però, che l’ex centrocampista comincia a farsi conoscere sotto diverse vesti, quelle di un tecnico amante del calcio offensivo e propositivo, del possesso palla e della costruzione dal basso. Il 4-3-3 come mantra ma non dogma, dato che il passaggio alla difesa a 3 è una possibilità più che concreta a partita in corso. La stagione 2015-2016 è quella della sconfitta nella finale playoff di Lega Pro contro il Pisa, al termine di una doppia sfida al cardiopalma dove ad avere la meglio è Gennaro Gattuso, altro tecnico per il quale si sono poi mostrate prospettive più che rosee. Per RdZ arriva poi il doppio salto in Serie A, categoria con la quale l’impatto è però difficile, se non traumatico: Palermo prima e Benevento poi, due squadre condannate alla retrocessione in cadetteria. Il motivo? Difficile capirlo fino in fondo: volontà di misurarsi in un contesto diverso, più competitivo, oppure il voler comprendere il reale significato di difficoltà calcistica. Delusioni che arricchiscono però il bagaglio personale e professionale, senza modificare il credo calcistico e con la ferma volontà di portare avanti determinate idee. L’occasione per poter lavorare con una diversa stabilità rispetto alle precedenti parentesi è Sassuolo, piazza nella quale si può fare calcio. Tra la città, la proprietà e De Zerbi si crea subito un rapporto ideale, grazie anche ai risultati che la squadra sta ottenendo e ai sorrisi mostrati dai tifosi. Sensazioni positive che sono arrivate fino a Barcellona, dove la dirigenza di uno dei club più importanti al mondo, quello blaugrana, starebbe valutando proprio De Zerbi in vista di un eventuale dopo-Valverde (che, come leggiamo sull’edizione odierna del Corriere dello Sport, non è assolutamente detto che ci sia, almeno al momento). Il profilo è quello ideale per la filosofia culé, e sarebbe l’ennesima prova che le idee vengono prima di un trofeo, che il “Piccolo Genio“, come veniva definito De Zerbi ai tempi del settore giovanile del Milan (basti pensare che il “Genio”, in quegli anni, era un certo Dejan Savićević, inutile aggiungere altro) si candida ad essere un’eccellenza e che, cosa che troppo spesso siamo portati a dimenticare, la meritocrazia non ha abbandonato questo mondo.

Lanciato dal Foggia, osservato dal Barcellona: De Zerbi, il trionfo delle idee ultima modifica: 2018-12-22T12:43:36+02:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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