3 Febbraio 2017

ESCLUSIVA PSB – Fracchiolla: “Castrovilli? Estroso e tranquillo. Scalera grande lavoratore”

Alle volte, per diventare grandi, bisogna fare delle scelte. Che ciò sia sinonimo di rinuncia, chi può dirlo. Quando è così, bisogna chiudere la valigia nonostante il nodo in gola ed andare. Così nella vita, così nel calcio. Quest’oggi parliamo di talenti nati e cresciuti nel Bari, come Gaetano Castrovilli e Giuseppe Scalera, freschi di […]

Alle volte, per diventare grandi, bisogna fare delle scelte. Che ciò sia sinonimo di rinuncia, chi può dirlo. Quando è così, bisogna chiudere la valigia nonostante il nodo in gola ed andare. Così nella vita, così nel calcio. Quest’oggi parliamo di talenti nati e cresciuti nel Bari, come Gaetano Castrovilli e Giuseppe Scalera, freschi di passaggio alla Fiorentina (e non solo, come avrete modo di leggere). Ai nostri microfoni è intervenuto Domenico Fracchiolla, ex Responsabile Settore Giovanile del Bari ed attuale coordinatore Udinese Academy per Puglia, Basilicata e Molise.

Prima di entrare nel vivo della discussione, vorrei farti una premessa“.

Prego.

Più di una persona ha contribuito alla crescita di questi ragazzi tra chi li ha presi e chi li ha formati. Diciamo che sotto la nostra gestione hanno avuto l’exploit, non ci dimentichiamo che erano parte di quel gruppo che fu protagonista delle Final Eight scudetto in Primavera nella fantastica stagione 2014/2015. A noi va il merito di aver tradotto le loro buone potenzialità in grandi qualità“.

Detto questo, ci farebbe piacere una descrizione di questi due giovani talenti. Tu li hai visti crescere…

Sono ragazzi genuini, della nostra terra, che siamo obbligati a tutelare perché per la nostra regione rappresentano un grande potenziale che oramai viene poco considerato, difatti sono davvero pochi negli ultimi anni i giocatori pugliesi tra Serie A e B. Avere due talenti di questa fattura è stato sempre per noi motivo di vanto, abbiamo sempre cercato di aiutarli e tutelarli, perché ragazzi di questa qualità sono sempre accerchiati da tanta gente. Obiettivo della società era quindi garantirgli una crescita sana e per gradini, tenendo chiaramente a mente quali fossero le loro qualità e peculiarità. Castrovilli è un giocatore estroso in campo, fuori invece è molto tranquillo ed una persona con la quale si può sempre parlare, che accetta il consiglio, a modo. Scalera è un ragazzo ordinato, a tratti taciturno, molto educato. Parliamo di un gran lavoratore, un ragazzo esemplare. Entrambi meritano questa soddisfazione, ma ora sta a loro dimostrare di essere all’altezza. Nella prossima stagione partiranno sicuramente in ritiro con la prima squadra, il livello è alto, dovranno alzare l’asticella. Secondo me sono pronti per questo salto, chiaro che sarebbe sicuramente stato più formativo finire la stagione in cadetteria“.

Ottimo assist: secondo te a cosa è stata dovuta la scelta da parte dei due giocatore di andare a Firenze?

Hanno fatto a mio avviso una scelta di piazza e di visione di lungo periodo. La Fiorentina ha investito su di loro, che hanno apprezzato il progetto Viola. Chiaro che oggi i ragazzi vengono impiegati in Primavera, ma la società saprà come gestirli. Non dimentichiamoci che a Firenze c’è un grande scopritore di talenti, che viene dalla Puglia (Corvino, ndr) e che più di tutti saprà gestire i due ragazzi, perché conosce le personalità dei giovani meridionali ed in particolar modo dei pugliesi“.

Stessa domanda, altro punto di vista: come giudichi l’operazione del Bari di privarsi di due suoi talenti?

Vedendo il mercato importante che hanno fatto, fatto di tanti volti nuovi e giocatori d’esperienza, il diktat societario è stato quello di puntare su giocatori utili sin da subito più che di prospettiva. Quindi se nell’immediato l’obiettivo è quello di salire in Serie A, i ragazzi avrebbero trovato pochissimo spazio, motivo per il quale sono stati mandati via“.

Chiudiamo con un altro ragazzo che conosci bene: Giuseppe Lopez, anch’egli scuola Bari, fresco di passaggio all’Igea Virtus, dopo una prima parte di stagione vissuta con il Città di Castello. Un percorso diverso il suo rispetto a quello di Castrovilli e Scalera…

Nel caso di Lopez la volontà della società è stata diversa, dato che ad inizio stagione il ragazzo è stato mandato a Città di Castello, in una realtà che ha avuto diversi problemi di natura finanziaria. In merito a ciò sono del parere che quando si mandano i giovani a giocare da qualche parte, ciò che deve fare la società è tutelarli: bisogna compagini sane e solide e, con tutto il rispetto per il Città di Castello, il ragazzo non aveva possibilità di usufruire di vitto ed alloggio, da ciò capiamo il perché della necessità di trovare una nuova collocazione negli ultimi giorni di mercato grazie all’aiuto del suo procuratore“.