Lecce, Falco: “Possiamo essere una mina vagante. Ho un rammarico…”

Falco Lecce

FALCO LECCE – Fillipo Falco, trequartista del Lecce, si è raccontato nel corso di un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport“. Ecco quanto evidenziato da PianetaSerieB.it: “Liverani mi ha trasmesso segnali importanti dopo poche giornate di campionato. Ho firmato un triennale con la speranza di contribuire al grande salto. Tornare a Lecce per me è stata una scommessa che spero di vincere. Ho deciso di chiudere l’avventura con il Bologna, dove mi sono illuso di poter trovare spazio in Serie A. Per quanto riguarda Benevento, invece, ritengo che avrei meritato una chance dopo la promozione, ma non sono stato confermato. Mi è rimasto un retrogusto amaro della massima serie, giocata proprio con il Bologna tre anni fa”. Tuffo nel passato: “Ho lasciato casa a 12 anni, quando, preso dal Bari, mi trasferì nel convitto a Poggio delle Ginestre. Una notte, preso dalla nostalgia di casa e in un preda a una crisi di pianto, telefonai mio padre dicendogli di venire a prendermi. Lui arrivò subito, mi misi in macchina ma, dopo pochi metri, dissi a papà di riportarmi indietro. Ecco, quella fu la scossa che mi ha cambiato la vita. A 15 anni a sorpresa il Bari mi svincola, e Beppe Materazzi, il cui figlio giocava nel gruppo della mia categoria, mi propose un provino con il Lecce. Dopo due giorni ero già giallorosso. Con i primi ingaggi da professionista ho acquistato una casa a Pulsano per i miei familiari. Ho tre fratelli: Marco, Roberto e Maria Perla. Marco fa il tatuatore: qualora dovessimo andare in A, gli chiederò qualcosa di particolare“. Sulle prospettive del Lecce: “Dovremo continuare a proporre il nostro gioco in modo spensierato. Mister Liverani ha creato un’organizzazione tattica perfetta, grazie alla quale possiamo essere una mina vagante per la promozione. Mancosu? Con caratteristiche diverse ci caliamo nel ruolo di trequartista“. Falco ha un rammarico: “Quello di non essermi goduto Zeman. Mi sono infortunato non appena arrivò a Pescara e, quand’ero pronto, lui fu esonerato. Nonostante ciò, in un mese e mezzo ho appreso tantissimo dal boemo. Ho tremato ogni volta che, alle 8 del mattino, prima dell’allenamento, c’era il controllo-peso. Vado pazzo per i dolci. L’emozione più forte della mia carriera? La promozione in Serie A con il Benevento e la sfida in casa della Juventus quando giocavo a Bologna. Simpatizzo per i bianconeri: io contro Chiellini, incredibile“.

Lecce, Falco: “Possiamo essere una mina vagante. Ho un rammarico…” ultima modifica: 2018-12-01T09:39:23+00:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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