ESCLUSIVA PSB – Filippini: “Al Livorno servono tre pedine a gennaio. Su Brescia e Palermo…”

Filippini Livorno

FILIPPINI LIVORNO – Esterno di centrocampo nato e cresciuto calcisticamente a Brescia assieme al fratello gemello EmanueleAntonio Filippini ha vinto due volte in carriera il campionato cadetto con le maglie di Livorno Palermo. La redazione di PianetaSerieB.it ha intervistato l’ex allenatore di Lumezzane Trento per analizzare insieme a lui la condizione delle squadre cadette in cui ha militato.

Buongiorno Antonio, cominciamo da casa tua: Brescia. Cellino ha riportato sicuramente entusiasmo e ambizione tra la tifoseria, ora cosa può riservare il futuro?

“Rispetto agli ultimi anni in campionato c’è stato un inizio positivo. Il club è in lotta per le posizioni play-off e dà l’impressione di potersela giocare anche con le più forti. Anche extra-campo i passi sono stati importanti: è stato fatto il centro sportivo di proprietà, che qui non c’era mai stato. Siamo tutti contenti della situazione e speriamo che con la Serie A entro due anni le cose migliorino ancora.”

Una nota forse stonata è stata la vicenda Suazo, che ha confermato la nomea di “mangia-allenatori” del patron. Credi che questa tendenza possa essere alla lunga controproducente?

“Noi tecnici quando incontriamo dei presidenti focosi lo mettiamo in preventivo. Magari David avrebbe meritato qualche giornata in più di tempo e dispiace che non l’abbia avuta, ma quando ci si relaziona a chi ha questa fama si sa che ci può stare.”

Un altro presidente assolutamente focoso è Zamparini, ormai in perenne conflitto con la tifoseria del Palermo. Qual è il tuo ricordo delle due parti di questa contesa?

“Il mio ricordo è estremamente positivo per quanto riguarda entrambi, perché sotto la guida del patron vincemmo il campionato di e riportammo dopo tanto tempo la piazza in massima serie. La contestazione è figlia di risultati mancati e anni di flessione, ma credo che una promozione a fine anno placherebbe molto le acque.”

Una ventata di positività è stata portata nell’ambiente rosanero da mister Roberto Stellone. Hai avuto modo di conoscerlo e seguirlo? Che impressione ti ha suscitato?

“L’ho conosciuto da giocatore, affrontandolo spesso, e da allenatore, poiché si è reso protagonista di ottime stagioni. Offre un calcio propositivo, senza stare ad aspettare le mosse degli avversari. Incarna il prototipo del tecnico moderno e credo che abbia tutte le carte in regola per condurre i suoi ragazzi in Serie A.

Livorno, invece, nelle ultime settimane è una polveriera. Come commenti il momento delicato e l’avvicendamento in panchina?

“Purtroppo si pensava, sulla base del blasone amaranto, di poter partire in altro modo, dando seguito ai festeggiamenti per la promozione di pochi mesi fa. L’ultimo posto in classifica rende inevitabile il malumore dei tifosi e ora non può che pagare Lucarelli. Speravo che Cristiano (che è stato mio compagno di squadra) potesse far meglio, ma è stato vittima di vicissitudini anche sfortunate. Breda avrà il delicato compito di infondere prima di tutto serenità nell’ambiente.”

Ultima considerazione: ai toscani per salvarsi basterà una svolta sul piano mentale o serviranno dei ritocchi importanti nel mercato di gennaio?

“Guardando la rosa, credo che un giocatore di spessore per reparto darebbe l’intensità e il dinamismo che ora mancano. L’organico non difetta di esperienza, ma di ritmo. Ci sono calciatori navigati, ma ormai di una certa età, e giovani interessanti che pagano il salto di categoria. Con tre pedine ben collocate la squadra potrebbe esprimere meglio le qualità che già possiede.”

 

ESCLUSIVA PSB – Filippini: “Al Livorno servono tre pedine a gennaio. Su Brescia e Palermo…” ultima modifica: 2018-11-08T10:37:33+00:00 da Emanuele Garbato
Studente di filosofia a 360 gradi, convinto che lo sport ed il calcio forniscano una chiave di lettura per interpretare la vita. Appassionato di scrittura, in qualsiasi sua forma, convinto che ogni campo da gioco sia terreno fertile per la letteratura.

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