ESCLUSIVA PSB – Pescara, Crecco: “Mi sento importante per la squadra. Legrottaglie è preparatissimo”

LUCA CRECCO PESCARA – Un percorso, quello di Luca Crecco, nel corso del quale si è fatto apprezzare per caparbietà e soluzioni offerte agli allenatori. Tecnico, duttile, funzionale e costantemente efficace: peculiarità che permettono al talentuoso classe ’95 di meritare a pieno titolo la qualifica di risorsa. Attualmente in forza al Pescara, dove si sta nuovamente mettendo in mostra a seguito di qualche problema fisico brillantemente superato, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni. 

Questa stagione è complicata per definizione, dato tutto ciò che purtroppo è accaduto e che ha avuto ovviamente riflessi anche sul calcio. Per il Pescara, però, i momenti difficili dell’annata in corso sono riferibili anche a un percorso altalenante in termini di risultati. Quali sono le corde che avete toccato o gli accorgimenti che avete portato per invertire il trend, volontà espressa attraverso la vittoria contro la Juve Stabia?

“La nostra partenza è stata buona, seppur poi ci siano stati dei momenti altalenanti. Ritengo vada segnalata la miriade di infortuni che ha colpito la squadra, non abbiamo effettivamente mai avuto la rosa al completo. Questo può aver influito. Adesso, fortunatamente, siamo praticamente tutti disponibili, eccezion fatta per Tumminello. Un ventaglio di scelte più ampio per il tecnico genera concorrenza tra i calciatori, questo permette di lavorare meglio. Siamo contenti del risultato ottenuto contro la Juve Stabia, ripartire dopo diversi mesi fermi non era semplice”.

La politica gestionale e sportiva del Pescara mira alla costante ricerca della valorizzazione e del conseguente rinnovamento dell’organico. Tu sei uno dei pochi ponti tra il Pescara della scorsa stagione e quello attuale: avverti, nonostante la giovane età, un senso di responsabilità e, perché no, il ruolo di trascinatore?

“Mi sento un calciatore importante per il Pescara e di questo sono contento. Magari non sono ‘grande’, ma oramai nel mondo del calcio a 24-25 anni devi considerarti un adulto. Quindi sì, avverto questo ruolo e mi fa piacere”.

I calciatori scendono in campo dopo aver assimilato i concetti del tecnico e preparato una partita nel corso della quale, però, siete chiamati ad assumervi delle responsabilità in base alle circostanze che si presentano. Vedendo la tua capacità di saper leggere la situazione e modulare correttamente la giocata, oltre a una notevole intensità con e senza il pallone, la sensazione è che tu accetti di buon grado quest’assunzione di cui abbiamo parlato.

“Cerco sempre di fare la giocata più utile e facile, questa è la strada che cerco di percorrere con il massimo della dedizione. Contro la Juve Stabia sono stato schierato in un ruolo nuovo per me, ovvero il centrale di difesa, soluzione su cui ho lavorato, insieme al mister, nell’ultimo mese, dato che secondo lui posso fare bene e ha ragione, perché mi sono trovato benissimo e credo sia un ruolo congeniale alle mie caratteristiche, perché vedo più campo”.

Soffermiamoci su questo punto: il tuo percorso ti ha visto ricoprire tutti o quasi i ruoli del campo. Nell’ultima partita sei partito terzino sinistro, per poi ritrovarti proprio difensore centrale, per giunta goleador. Questa duttilità ha caratterizzato, come detto pocanzi, la tua carriera: che rapporto hai con il concetto di calciatore tuttofare, che sicuramente ti si addice?

“Il calciatore che sa fare più ruoli è una risorsa per un allenatore però, nel mio caso, credo che sia stato uno svantaggio, perché non sono mai partito con una posizione definita e una determinata collocazione. Potevo e posso fare un po’ tutto. Allo stesso tempo, ovviamente, tutto ciò ha dei lati positivi perché sono in grado di colmare eventuali lacune strutturali della squadra. Ad ogni modo, sono contento di poter dire la mia in più ruoli. Qualche compagno, dopo la partita contro la Juve Stabia, era incredulo che avessi fatto il difensore centrale, per giunta discretamente”.

Quant’è importante la predisposizione all’ascolto e al costante rinnovamento delle proprie idee per poter assimilare e implementare al meglio questi continui cambiamenti?

“È fondamentale. Sono una persona che ascolta molto, sin da quando giocavo nella Lazio e apprendevo molto dagli altri calciatori. Ascoltare e vedere una giocata di un compagno di permette di capire come ripeterla, ritengo che si possa sempre imparare e ciò può avvenire anche grazie alla comunicazione. Il mister Legrottaglie è preparatissimo e, per restare in tema, lo seguo attentamente perché so che può dare tanto alla squadra. Mi vede in più ruoli ed è molto presente quando bisogna spiegare”.

Un elemento polivalente come te ha un unico modello oppure cerchi di carpire informazioni utili al tuo miglioramento da diversi calciatori?

“Da ragazzino mi ispiravo a Gattuso, ammiravo la grinta che mostrava in campo. Crescendo, poi, ho apprezzato la costanza e la dedizione negli allenamenti e nella vita di Cristiano Ronaldo. Mi piacciono tanti calciatori e adesso, giocando un po’ più dietro, dovrò vedere i video dei migliori difensori centrali per imparare a interpretare al meglio il ruolo”.

C’è una collocazione tattica che senti più tua oppure, per quanto detto poco fa, parlare di ruolo per Luca Crecco è riduttivo?

“Sono stato impiegato come mezzala per tanti anni, ma mi sono trovato bene quando impiegato terzino oppure, come detto poco fa, difensore centrale. Onestamente non credevo di poter essere così soddisfatto a seguito dello spostamento di sabato, invece è una soluzione che mi piace molto e farò di tutto per migliorare partita dopo partita”.

Concludiamo con la più classica delle domande: qual è l’obiettivo del Pescara?

“Il nostro obiettivo è la salvezza, prima della vittoria di sabato non eravamo messi bene in classifica. Ci siamo allenati duramente, abbiamo fatto tanti sacrifici in questi mesi, non ci siamo fermati, ora dobbiamo continuare così. Le prime partite sono quelle che danno fiducia, dunque speriamo di continuare su questa lunghezza d’onda. La Serie B è un campionato dove con due-tre vittorie può cambiare tutto, ma l’obiettivo principale resta la salvezza”.

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ESCLUSIVA PSB – Pescara, Crecco: “Mi sento importante per la squadra. Legrottaglie è preparatissimo” ultima modifica: 2020-06-22T19:37:27+02:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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