Pescara e Cosenza non vanno oltre il pareggio: all’Adriatico termina 1-1

Allo Stadio Adriatico di Pescara va in scena l’anticipo della 29a giornata del campionato di Serie B tra Pescara e Cosenza. I padroni di casa di Pillon, reduci dal pesante KO subito a Cittadella per 4-1, vogliono riprendere il loro cammino in ottica promozione. I calabresi, reduci dalla clamorosa sconfitta in rimonta per 3-2 subita al Marulla per mani del Brescia, vogliono portare a casa punti pesanti in chiave salvezza.

Gli Abruzzesi devono rinunciare a bomber Mancuso per squalifica, oltre agli acciaccati Campagnaro, Brugman e Kanoutè. Per i lupi infortunio nel riscaldamento per Embalo, al suo posto Hristov. Assenti anche Palmiero, Idda e Corsi.

Inizio di gara che vede il Cosenza più propositivo rispetto ai biancoazzurri: i ragazzi di Braglia provano a tenere in mano il pallino del gioco con un discreto possesso palla, cercando di sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti e degli esterni. Intorno al 10′ D’Orazio è ben imbeccato da un bel lancio in profondità effettuato da Hristov, ma sbaglia clamorosamente un aggancio che se effettuato correttamente lo avrebbe messo a tu per tu con l’estremo difensore avversario Fiorillo. Primo tempo giocato su buoni ritmi, ma decisamente bloccato in zona goal. Poche le emozioni da segnalare, se non una conclusione dal limite dello stesso D’Orazio che termina fuori di un metro. Nel Pescara ci prova Antonucci con un’azione personale che sfocia in una debole  conclusione dal limite bloccata facilmente da Perina. Al 23′ veementi proteste da parte dei calabresi, che si lamentano per un presunto fallo di mano in area di Gravillon. Episodio molto dubbio, ma il direttore di gara lascia giocare. Nella seconda metà del primo tempo I ritmi si abbassano notevolmente, e le squadre vanno a riposo sullo 0-0.

Seconda frazione che si apre con un cambio di modulo in casa Pescara: Pillon toglie Antonucci per Bellini, che affianca così Monachello al centro dell’attacco, e passa al 4-4-2 per cercare di sfruttare le zone laterali. Al 54′ però arriva il vantaggio degli ospiti grazie a Tutino, che è bravo a finalizzare da pochi passi una respinta corta di Fiorillo, con la retroguardia abruzzese tutt’altro che perfetta in quest’occasione. Passano solamente 4′ ed i padroni di casa trovano il goal del pareggio: calcio di punizione di Memushaj, che giunge sulla testa di Scognamiglio, bravo ad insaccare Perina sul secondo palo. È un’altra partita rispetto a quella vista nel primo tempo. Al 70′ cambio obbligato per Braglia: Perina non riesce a proseguire la gara per un colpo al ginocchio, al suo posto tra i pali subentra Saracco. Partita vivace: ci provano da una parte Marras e dall’altra D’Orazio, ma le rispettive conclusioni vengono ribattute dalle difese avversarie. Con il passare dei minuti i ritmi calano vistosamente, e le squadre sembrano voler rifiatare dopo una prima metà di secondo tempo giocata su ritmi altissimi, e con un elevatissimo livello agonistico. Dopo ben 7 minuti di recupero, dovuti ad un pericoloso scontro di gioco che ha visto protagonisti Dermaku e Gravillon intorno al 76′ e che ha comportato una consistente interruzione del gioco necessaria per soccorrere i due calciatori coinvolti nello scontro stesso, il direttore di gara sancisce la fine della partita.

Un punto che permette alle due squadre di muovere la propria classifica dopo le sconfitte subite nell’ultimo turno di campionato, in attesa dei match che vedranno impegnate le rispettive dirette concorrenti nel week-end.

PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Balzano, Gravillon, Scognamiglio, Perrotta; Memushaj, Bruno, Crecco (Melegoni 91′); Marras, Monachello (Del Sole 75′), Antonucci (46’Bellini). All.: Pillon

COSENZA (3-5-2): Perina (Saracco 70′); Hristov, Capela, Dermaku, Legittimo; Bittante (Izco 88′), Mungo, Bruccini, Sciaudone, D’Orazio; Litteri (Maniero 67′), Tutino. All.: Braglia.

AMMONITI: Marras, Monachello, Perrotta, Bellini (P) Bittante (C)

Pescara e Cosenza non vanno oltre il pareggio: all’Adriatico termina 1-1 ultima modifica: 2019-03-15T22:59:10+00:00 da Nicola Cosentino

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