Pisa, l’Oscar per una squadra che sta combattendo da sola

Si fa sempre più ardua la situazione in casa Pisa. Bisogna valutare tre elementi per poter esprimersi sulla società toscana: la dirigenza, il tecnico ed i calciatori. Con una metafora il Pisa si potrebbe definire come l’iceberg che ha colpito il Titanic.

La dirigenza rappresenterebbe, in quel caso, le fondamenta, le ossa, la parte solida e non visibile che fa da base ad una così imponente opera della natura. Quella della società neroazzurra è però una base debole. Il presidente Petroni, tra le tante vicende che lo hanno riguardato, non ha trovato la forza (soprattutto econominca, ndr) per poter dare ai suoi tifosi un team di cui essere orgogliosi dal punto di vista numerico e qualitativo. Dimostrandosi assente il più delle volte ha lasciato la squadra in balia della disorganizzazione, riuscendo a creare alibi, che nel calcio è la cosa più sbagliata da fare. Alla lunga però questi alibi potrebbero solo essere confermati in un campionato lungo e spietato come quello di Serie B. Anche l’esempio della vicenda venuta a crearsi per quanto riguarda l’Arena Garibaldi è una forte testimonianza del pessimo lavoro svolto dalla società. Probabilmente, tornando alla metafora succitata, il Titanic non sarebbe affondato se le fondamenta dell’iceberg contro cui si è scontrato non fossero state così solide.

Il secondo punto è l’allenatore: Gennaro Gattuso. Il solo nome basterebbe per rendere una frase di senso compiuto. Un uomo che si è fatto da sè e che ha mostrato, prima come calciatore poi da allenatore, il proprio valore e le proprie qualità morali. Di certo un uomo senza peli sulla lingua. Sputa la cruda verità senza paura dell’opinione pubblica. Schierandosi a favore dei suoi uomini, sempre, come un vero leader anche contro la società. Ha impresso una grande mentalità alla squadra che nonostante le vicende che l’hanno vista protagonista ha sempre dato il massimo in allenamento e nelle gare, dimostrandolo. La partenza sprint causa anche il grande entusiasmo che ha coinvolto migliaia di tifosi e tutti gli addetti ai lavori ha portato il Pisa dopo poche giornate a ridosso delle prime posizioni. Col passare delle partite, però, il club ha cominciato a risentire della fatica e della pesantezza di un campionato così difficile. Stanchezza non solo fisica ma mentale è la causa principale delle ultime, non brillantissime, uscite della squadra toscana. La lucidità a questi livelli è fondamentale e nemmeno un uomo così carismatico come Gattuso può evitare cali fisiologici dovuti ad uno stress molto superiore alla norma, soprattutto per calciatori non tutti espertissimi nel campionato cadetto. Gli ultimi risultati sembrerebbero condannare il Pisa, il quale, però, è in netta ripresa dal punto di vista del gioco e pare essere sulla via giusta per affrontare al meglio le successive sfide che lo vedranno protagonista.

Tornando alla metafora a cui si faceva riferimento in precedenza: i calciatori rappresenterebbero la cosiddetta punta dell’iceberg. Ogni lacuna alla base di esso si riversa sulla sua punta. Questo è quello che accade ai calciatori di Gattuso. I pochi effettivi messi a disposizione dalla società si mettono in luce nella stanchezza e nella poca lucidità durante le gare. Gli acquisti però di Lazzari e Mudingayi possono rappresentare un’importante chiave di volta per la stagione del Pisa, sia per le energie fresche nel momento del bisogno sia per l’esperienza e la qualità in mezzo al campo dei due uomini.

Come in ogni opera d’arte bisogna valutare tutto il complesso intorno e la situazione storico-politica per essere apprezzata o criticata negativamente nel migliore dei modi; così la situazione che ruota intorno alla società toscana rappresentata da Petroni effettivamente, ma da Gattuso probabilmente nei fatti, deve essere giudicata.

Pisa, l’Oscar per una squadra che sta combattendo da sola ultima modifica: 2016-11-23T15:00:16+00:00 da Roberto Rocco
Ciao sono Roberto, ho 20 anni e studio ingegneria a Napoli. Sono un appassionato di calcio a 360°, l'ho giocato, lo alleno, ne parlo e ne scrivo. I miei modelli giornalistici sono Federico Buffa e Massimo Marianella per la competenza a tutto tondo e Fabio Caressa per la gestione e le idee innovative. Credo fortemente nel progetto Pianeta Serie B, redazione giovane, con voglia di fare e con un obiettivo da realizzare.

1 Comment

  1. Alessandra Gamberucci

    23 novembre 2016 at 19:27

    la squadra ha preso tutte le caratteristiche del popolo pisano..noi pisani siamo abituati fin dai tempi che furono a combattere e non darsi mai per vinti..cadiamo e ci rialziamo più forti di prima…una squadra lasciata sola dalla società…adottata da una intera città. ONORE ALLA SQUADRA E AL SUO CONDOTTIERO

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