ESCLUSIVA PSB – Pochesci: “Potrebbe essere un’altra estate di ricorsi. Bogdan l’ho consigliato a un allenatore di A…”

POCHESCI ESCLUSIVA PSB – Conclusa con la sconfitta ai play-off di Serie C la parentesi alla guida della Casertana, mister Sandro Pochesci è tornato a parlare ai nostri microfoni. L’ex allenatore della Ternana ha analizzato con noi lo scorcio finale del campionato di Serie B, parlando sia di ciò che è accaduto in campo che di quanto avvenuto fuori da esso.

Salve mister, è passato ormai un po’ di tempo dall’epilogo della sua esperienza a Caserta. Che bilancio ne ha tratto? 

“Si tratta di un’avventura che accetterei anche tornando indietro. Non ho avuto modo di mostrare il mio gioco e di disputare i play-off come mi sarebbe piaciuto, però mi è servita molto sul piano della personalità. Quando entri in uno spogliatoio ricco di grandi nomi e abbastanza disunito e riesci a farti rispettare, significa che stai crescendo dal punto di vista della gestione. Le parole che Floro Flores ha speso per me hanno avuto ai miei occhi un grande valore. Il rammarico è quello di non aver potuto disporre dell’organico al completo, che avrebbe permesso ai Falchetti di recitare ben altro ruolo negli spareggi promozione. Mi tengo, tuttavia, molto stretto il bottino di punti ottenuto: in quelle condizioni non era facile vincere 3 partite di regular season su 6.”

In Serie B la situazione è stata, come di consueto, piuttosto caotica. Che idea si è fatto delle varie querelle giudiziarie?

“In Serie C lo sarà ancora di più. Sono tante le squadre che avranno difficoltà a completare entro il 24 l’iscrizione al campionato, prepariamoci alla solita ecatombe. In cadetteria quello che è successo finora potrebbe essere nulla rispetto a ciò che accadrebbe se una delle 20 squadre (penso al Palermo o ipoteticamente al Trapani) dovesse andare incontro a difficoltà. Potrebbe aspettarci un’altra estate di ricorsi e tribunali e anche il format del torneo potrebbe mutare. Senza riforme decise, ci troveremo sempre in circostanze simili.”

Queste vicende ci hanno consegnato un play-out surreale sul terreno di gioco. Come ha inquadrato il doppio confronto tra Salernitana e Venezia?

“Ha assolutamente ragione Serse Cosmi quando dice che era impossibile preparare la gara. Ho assistito allo stadio al match d’andata e per 60 minuti i lagunari sono apparsi in bambola, gli è risultato difficile entrare nel clima di una sfida così dura dopo un periodo di inattività tanto lungo. La reazione, tuttavia, c’è stata e per quanto si è visto nel restante tempo credo si sia salvata la squadra che lo avrebbe meritato meno.”

Cos’è mancato, invece, al Cittadella per agguantare la promozione in Serie A?

“Dopo il 2-0 dell’andata ero convinto che i granata avrebbero raggiunto l’obiettivo. Avevano giocato dei play-off incredibili eliminando il Benevento, che considero la vera delusione della stagione, e disputato un match convincente e autorevole nella prima partita della finale. Al ritorno la squadra di Venturato ha perso se stessa, non è riuscita a mettere in campo le caratteristiche che la contraddistinguono sul piano del gioco, del coraggio e della grinta: è mancata l’esperienza ed è emersa la forza dei singoli degli avversari.”

Aglietti a Verona si è trovato a fronteggiare una situazione simile alla sua. Quali difficoltà si incontrano e in cosa è consistita la sua bravura?

“Lui ha avuto un lasso di tempo ancora inferiore. In casi del genere non si ha neanche il tempo per imparare i nomi dei calciatori, ma si deve essere abili a individuarne le capacità principali. Bisogna ascoltare molto chi c’è da prima, far tesoro delle loro opinioni e entrare nella testa dei ragazzi con la massima decisione. Quando si ha calciatori di categoria superiore come nel caso del Verona si deve fare affidamento anche su di loro per risolvere le situazioni complicate: così è stato. Questa Serie B ha dimostrato una volta di più che il calcio sfugge a ogni legge che si tenta invano di spiegare alla fine dei giochi, ma credo che i giocatori talentuosi riescano a incidere tanto.”

Calciatori di talento non hanno evitato la retrocessione del Foggia: lì cosa è accaduto?

“È subentrata la paura. Le difficoltà iniziali erano oggettive e col passare delle settimane la classifica ha iniziato a essere preoccupante. Come a Salerno, i tifosi hanno aumentato la pressione sulle spalle della rosa e non tutti i calciatori hanno saputo reggerla. Credo che sia mancata serenità sia interna che esterna allo spogliatoio e che i gravi episodi verificatisi abbiano peggiorato ulteriormente la situazione.”

Diamo ora gli Oscar. Quale allenatore l’ha maggiormente stupita in Serie B (fuori concorso Corini e Liverani)? Quale calciatore? 

“Il più grande talento che ho notato è Luka Bogdan. L’ho visto spesso dal vivo e mi ha impressionato per possanza fisica, agilità e sicurezza. Il Livorno ha portato a casa molti punti grazie a lui e ne ha abbastanza patito l’assenza nel finale di campionato. Può diventare un autentico muro e infatti mi sono permesso di segnalarlo a un amico che allenava una big in Serie A. Sugli allenatori non è semplice rispondere, è stata una stagione caratterizzata da alti e bassi un po’ per tutti. Il più continuo è stato Breda, che è riuscito a subire poco grazie alla sua accortezza tattica e ha ottenuto una salvezza che sa di impresa. Un plauso ulteriore gli va fatto per la gestione della rosa e soprattutto di Diamanti: ha avuto coraggio a centellinare il suo miglior calciatore, ma così facendo è arrivato agli appuntamenti più significativi sempre tirato a lucido. Voglio fare una menzione anche a due presidenti come Massimo Cellino Massimo Pulcinelli. Il primo ha dimostrato di capirne davvero tanto di calcio e non ha mai sbagliato un colpo a Brescia, il secondo ha portato brio non solo ad Ascoli, ma a tutta la B: è un grande personaggio.”

Sarebbe il suo presidente ideale…

“Di questa frase te ne assumi tu la responsabilità (ride, ndr).”

Nelle gare di C quale calciatore ha notato, già pronto per il salto di categoria?

“Diversi. Mi è piaciuto molto Paolucci del Monopoli, fossi nell’Entella cercherei di comporre la coppia di fratelli a centrocampo: sono due calciatori diversi e complementare. Menziono anche attaccanti come Vazquez del Siracusa, Partipilo della Virtus Francavilla e Ngissah della Viterbese. Infine voglio tessere le lodi di Capitan Rainone, alla Casertana ho trovato un difensore più forte di quanto avrei immaginato.”

Sul suo futuro cosa sa dirci?

“Credo che il treno della sia passato, ma proverò a riconquistarla sul campo sposando il progetto giusto. Per chi gioca ad alti livelli è tutto più semplice, io invece continuo ad esser visto come uno straniero e ogni chance dovrò sudarmela molto di più. Si tende a essere anche più indulgenti con volti noti del calcio, chi scommette su di me mi dà spesso un tempo d’azione limitato…”

 

ESCLUSIVA PSB – Pochesci: “Potrebbe essere un’altra estate di ricorsi. Bogdan l’ho consigliato a un allenatore di A…” ultima modifica: 2019-06-12T10:51:16+02:00 da Emanuele Garbato
Studente di filosofia a 360 gradi, convinto che lo sport ed il calcio forniscano una chiave di lettura per interpretare la vita. Appassionato di scrittura, in qualsiasi sua forma, convinto che ogni campo da gioco sia terreno fertile per la letteratura.

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