SPAL, che crescita Beghetto: non definitelo “il figlio di”

Venticinque presenze la scorsa stagione, la prima con la maglia della SPAL per Andrea Beghetto. Ora siamo già a dieci, con una veloce e significativa crescita: tre gettoni da agosto ad ottobre, poi la svolta contro il Cesena dove, in soli 7′, trova l’assist vincente per Cremonesi che permette ai suoi di acciuffare il pari in pieno recupero. Da lì una fascia sinistra che diventa di sua competenza, con già quattro passaggi vincenti all’attivo (terzo in Serie B in questa speciale classifica) ed un belvedere calcistico messo in mostra: non parliamo solo delle indiscutibili qualità tecniche, con il suo mancino definibile con un aggettivo a vostra scelta tra magico e fatato, ma anche e soprattutto della dedizione e dello spirito di sacrificio che il classe ’94 mette al servizio della squadra quando scende in campo. Abbiamo una domanda che potrà sembrare strana: dove gioca Beghetto? Griderete al controsenso, prima si parlava di fascia sinistra, ma sapete il perché di tale quesito? Una delle più grandi qualità dell’ex Este è proprio questa: una spaventosa duttilità che fa la fortuna di tutti gli allenatori che ha avuto. Può fare il terzino, l’esterno, l’ala, sa fare il centrocampista centrale e c’è chi dice di averlo visto difensore centrale. Capacità di adattarsi a più ruoli che ha ereditato dal padre, ex calciatore (perno del mai dimenticato Vicenza di Guidolin), con il fattore genetico che pare quindi aver fatto centro anche questa volta. Attenzione però, qui non siamo dinanzi “al figlio di…”, il ragazzo è un talento cristallino destinato a far parlare di sé per tanto tempo, con i tifosi della SPAL che sperano di vederlo protagonista ancora per tanto tempo in quel di Ferrara.

SPAL, che crescita Beghetto: non definitelo “il figlio di” ultima modifica: 2016-11-29T20:37:49+00:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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