Tutino e Cosenza: si torna sempre dove si è stati bene

TUTINO COSENZA

I tredici giorni di Gennaro Tutino. Quello che pare essere il titolo di un libro oppure di un film, è invece il riassunto di due settimane che di cinematografico, o comunque artistico, hanno avuto molto. Il corpo da una parte, cuore e mente altrove: questa la situazione che ha vissuto l’attaccante napoletano classe ’96.

Il 21 luglio arriva l’ufficialità del suo passaggio in prestito al Carpi, notizia che desta più di una perplessità tra i seguaci del campionato cadetto, dato che la volontà del ragazzo pareva essere chiara fin da subito: tornare al Cosenza, club con il quale è stato protagonista di un’annata definibile storica e terminata con la promozione in Serie B (grazie anche, se non soprattutto, alle giocate di Tutino nei playoff). Eppure le cose cominciavano ad andare verso un’altra direzione, con l’ennesimo cambio di casacca per un ragazzo che, oltre ad una piazza dove poter crescere, cercava (ed ora ha trovato) fiducia e serenità. Elementi che, nel suo caso, non potevano che far rima con Cosenza.

Durante la permanenza in biancorosso, per Tutino c’è anche tempo per giocare contro il “suo” Napoli (in un curioso scherzo del destino), tra i soggetti destinatari dei ringraziamenti del calciatore dopo essere tornato in Calabria. I partenopei hanno compreso la sua volontà, così come a farlo è stato il Carpi, che ha rinunciato ad un talento puro, avendo inteso che al cuor non si comanda e tenere il ragazzo a queste condizioni non avrebbe fatto il bene né suo né del club.

Ieri, 2 agosto, è arrivato il comunicato che ha ufficializzato il grande ritorno, espressione più che calzante. Adesso tocca lavorare, trovare la migliore condizione e, quando comincerà il campionato, dare tutto per la maglia, come Gennaro Tutino ha sempre fatto.

È proprio vero: questione d’amore.

Tutino e Cosenza: si torna sempre dove si è stati bene ultima modifica: 2018-08-03T11:48:03+00:00 da Francesco Fedele
Classe '96, brividi al solo pensiero che diversi miei coetanei sono calciatori professionisti, starò invecchiando? Studente di Economia Aziendale, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta è stata "Gol" invece di papà o mamma. Ah, quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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