Lecce, Adjapong: “Avevo bisogno di continuità, mi piacerebbe restare”

ADJAPONG LECCE – Claud Adjapong, terzino del Lecce, ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni dei canali ufficiali della società, come ripreso da calciolecce.it: “Peccato per la traversa che ho preso sabato, mi sarebbe piaciuto segnare. Da un paio di partite arrivo vicino alla conclusione. Il gioco del mister è apprezzato da molti giocatori, che vanno a rete con facilità: Henderson, Mancosu, Coda, Stepinski hanno segnato, lo stesso Calderoni che è un terzino, Paganini. Abbiamo già fatto gol in tanti, spero di arrivare al gol anche io. La rete è assolutamente un mio obiettivo. Non sono un calciatore che segna tanto però ci conto. Ci tengo a leggere il mio nome sul tabellino marcatori, segnare in una piazza come Lecce è sempre bello.

Sono soddisfatto di quanto fatto finora col Lecce. Ho voltato pagina e avevo bisogno di fare un’annata con continuità. Già in queste partite ho superato il minutaggio dell’anno scorso. Sono contento e credo che posso fare molto di più. In allenamento cerco di aggiungere sempre un tassello in più su quello che mi chiede il mister. Devo migliorare sulla fase difensiva e negli ultimi venti metri devo dare meglio l’assist al compagno.

Già a Chiavari con l’Entella abbiamo fatto un risultato ampio. Sapevamo che dopo lo stop non sarebbe stato facile. Il mister ci ha chiesto tanta attenzione e consapevolezza, noi abbiamo riportato tutto in campo e abbiamo portato a casa un grande risultato. Questo non deve farci abbassare l’attenzione e dobbiamo essere ancora più concentrati contro il Chievo. Mi piacerebbe prolungare con il Lecce. Con il Sassuolo sono arrivato ad una conclusione dopo dodici anni facendo tutto il settore giovanile fino alla prima squadra. Nel Salento sto trovando continuità dopo due anni in cui non giocavo, la mia famiglia si trova benissimo e spero che l’opzione possa essere fatta. Sono stato un mesetto da solo e da tre settimane sono con la mia famiglia.

In Serie B sono tutte partite difficili. Se analizziamo il nome, il Chievo è una grandissima squadra. Sarà un match difficile come gli altri. Sappiamo che sono tosti da affrontare, ma noi siamo consapevoli dei nostri mezzi e della nostra forza. Ciò non ci deve rendere presuntuosi, tanto da sottovalutare l’avversario. I risultati ampi non ci devono far fare questo. Scenderemo in campo concentrati.

L’Under 21? Ho vissuto le convocazioni senza scendere in campo molto male. Vestire la maglia azzurra è bellissimo, ma arrivare lì e dopo 10 giorni stare sempre in camera, mangiare lì e uscire solo per l’allenamento, facendo sempre tamponi… è brutto. Non abbiamo giocato dopo il primo raduno, ma grazie al cielo i compagni hanno vinto e siamo stati in grado di conquistare la qualificazione. Nel secondo raduno è stato peggio. Dopo 10 giorni di isolamento ero sicuro di essere negativo al Covid, io ci tenevo a dare il mio contributo in gare difficili e purtroppo sono dovuto tornare in sede, felice però per la negatività dei test successivi che mi hanno permesso di tornare in squadra“.

 

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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